Lettera di Guglielmo Epifani al Presidente del Consiglio |
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Caro Presidente, ho ricevuto la lettera con cui hai voluto rispondere alle
osservazioni di metodo e di merito fatte proprie dal Comitato Direttivo della
CGIL. Innanzitutto confermo che la CGIL sottoscrive il protocollo sulla “Previdenza, Lavoro e Competitività” e ti prego di considerare questa lettera come firma formale al testo in questione. In secondo luogo, mantengo le riserve di metodo sollevate e che trovano riscontro nella tua risposta dove affermi esservi stata una “autonoma sintesi individuata dal Presidente del Consiglio, dopo lunghi mesi di confronto con le parti sociali”. Ora, proprio questo è il punto non risolto: su materie come quelle attinenti le politiche del lavoro e i riflessi contrattuali che hanno, le soluzioni da ricercare vanno condivise. Se questo non avviene, è evidente che si creano forzature in cui qualcuno si riconosce per intero e qualcuno per una parte. In terzo luogo, mentre sul testo del protocollo la CGIL
riconosce il valore e l’importanza delle scelte definite, soprattutto in
materia di aumento delle pensioni e reddito dei pensionati, di ammortizzatori
sociali, di interventi verso la condizione giovanile e anche di revisione
della legge Maroni -temi che sono alla base della scelta della firma- su
alcuni aspetti specifici ma rilevanti delle politiche del lavoro, il
protocollo compie scelte inadeguate e contraddittorie. Per ultimo aggiungo che la scelta sulla decontribuzione degli straordinari rende lo straordinario meno costoso dell’ora di lavoro ordinaria. Tutto questo, ovviamente, non sposta il giudizio sull’insieme del protocollo fatto di tante parti positive per giovani lavoratori e anziani. Resta però il fatto, sul quale invito il Governo a riflettere serenamente, che un profilo riformatore deve sapere rispondere anche ai problemi sollevati che riconfermiamo. Con stima, |
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