Lo sciopero generale e… la leggenda delle sanzioni

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È in atto un chiaro, pesante tentativo di boicottare lo sciopero del 18 ottobre indetto dalla Cgil:
  • Nonostante lo sciopero della CGIL Scuola sia stato proclamato da oltre 21 giorni, solo oggi è stata emanata alle scuole la circolare ministeriale.
  • Evidentemente qualcosa non quadra, anche perché in questi giorni si è levato un coro ben orchestrato che invita alla prudenza coloro che volessero aderire allo sciopero. La tesi è che costoro rischierebbero sanzioni pecuniarie. Una bella campagna di disinformazione che da un lato minaccia sanzioni ai lavoratori e dall'altro nasconde all'utenza l'esistenza stessa di questo sciopero.

Facciamo chiarezza.

  1. Né la legge, né preesistenti delibere della Commissione di garanzia, fissano un intervallo tra sciopero di categoria e sciopero generale.
  2. Perché siano attivabili le eventuali sanzioni alla CGIL ed ai lavoratori è necessario che:
    a. la Commissione di garanzia indichi ai soggetti interessati le eventuali violazioni (questo è stato fatto ma la Cgil ha risposto confermando lo sciopero generale e chiedendo il riesame dell’indicazione)
    b. la Commissione di garanzia inviti con apposita delibera la Cgil a riformulare la proclamazione. Questo non è stato fatto, non solo, la Commissione di garanzia nel frattempo è scaduta e deve essere rinnovata ma non si sa quando verrà reinsediata.

Quindi:

SE verrà rinnovata la Commissione di garanzia prima dello sciopero,
SE
la Commissione di garanzia emanerà una delibera che invita la Cgil a spostare lo sciopero,
SE
la Commissione di garanzia delibererà sui provvedimenti da adottare (che non sono automatici, né obbligatori),
ALLORA
il Dirigente scolastico potrà comminare ai lavoratori le sanzioni disciplinari.

Le eventuali sanzioni sarebbero quelle previste dal Contratto collettivo nazionale:
per i docenti: avvertimento scritto.
per il personale Ata: il rimprovero verbale o scritto.

Come si vede, tutto ciò è assolutamente remoto e improbabile e comunque, nel caso ciò avvenisse, la Cgil attiverebbe tutte le procedure formali per tutelare se stessa e tutti i milioni di lavoratori che aderiscono allo sciopero, nelle sedi e nelle forme dovute, sino alla Corte Costituzionale.

Quanto avvenuto, comunque, ha inevitabilmente creato un certo disorientamento in categoria. Obiettivo raggiunto, quindi? Noi speriamo non sia così.

Oggi la vicenda si è sgonfiata. Rimangono in campo lo sciopero generale della CGIL e il goffo, strumentale tentativo di svuotarlo con lo sciopero del 14 ottobre.
A chi avesse ancora dubbi su cosa fare, riportiamo una domanda che una collega faceva a CISL e UIL nel corso di una assemblea. Chiedeva: "Diteci se siete d’accordo con la parte della finanziaria che non riguarda la scuola. Perché, se è così, è giusto che ci chiediate di fare lo sciopero del 14, solo per la scuola. Se invece non va bene nemmeno il resto della finanziaria, perché non fate lo sciopero generale con la CGIL?"

Per noi, nella scuola, sembra scongiurato il pericolo dell’innalzamento della media alunni/classe (sarebbero saltati 40 mila posti). C’è il trucco. Hanno solo rinviato. Aspettate l’Ordinanza Ministeriale sugli organici di gennaio! Vedrete!
È scomparso dal testo definitivo della finanziaria il maestro "unico" (sarebbero stati 70/80 mila insegnanti in meno). Aspettate la "riforma" della Moratti e vedrete!
Per intanto hanno già mandato avanti alcuni Collegi Docenti (pochi per fortuna) a sperimentarla questa cosa. Attenzione colleghi… si tratta di "sperimentazione" con trucco!

Ma la finanziaria è disastrosa ed iniqua nel suo impianto generale.

Taglia nella scuola e nella sanità. Strangola le Regioni, le Province e i Comuni che saranno obbligati a "caricarci" come e più dell’anno scorso per mantenere un livello minimo di servizi sociali. Degli investimenti per il Sud non c’è traccia… altro che "Patto per l’Italia"! Soltanto vergognosi condoni tombali che non porteranno nemmeno i soldi attesi alle casse dello Stato!
Le facili previsioni per il futuro sono di vicine "manovre di assestamento". E intanto ricominciano già a parlare di riforma delle pensioni!

E con tutto questo, quello che già c’è o che è annunciato… abbiamo ancora dubbi se scioperare il 14 oppure il 18 ottobre?

Venerdì 18 ottobre
dobbiamo svuotare le scuole!

Assieme agli altri lavoratori che svuoteranno le fabbriche, gli uffici, tutti i posti di lavoro dobbiamo scendere in piazza e riempire le strade delle cento città italiane per dire no alla politica economica e sociale del Governo. Un no chiaro e forte.

Senza dubbi!
Senza divisioni!

Verona, 9 ottobre 2002


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