Valore Scuola News. Speciale sciopero generale

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 la Newsletter della Cgil Scuola
direttore responsabile Ermanno Detti
  

settimanale telematico a cura della CGIL Scuola 
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n. 6  del 14 ottobre 2002

Numero speciale


Fammi viaggiare..... 
Questa edizione speciale, dedicata allo sciopero generale di venerdì 18 ottobre 2002, viene inviata a circa 23.527  indirizzi di posta elettronica. Saremo grati a quanti la inoltreranno ad amici, colleghi e conoscenti.
Grazie fin da ora.

"E' evidente ai nostri occhi il disegno di indebolire, impoverire e rendere marginale il ruolo della scuola pubblica in questo paese. Una scuola pubblica più debole può facilmente arrendersi alla logica del mercato e persino a una visione cinica della vita... Ma è questa la prospettiva di vita che i padri possono indicare ai loro figli? Noi non l'abbiamo mai pensato" 

                                                                        Sergio Cofferati
(Roma 23 marzo 2002)

 

editoriale
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approfondimenti
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editoriale
La situazione
è grave, un grande sciopero per cambiare

Fra pochi giorni, il 18 ottobre, milioni di donne e di uomini parteciperanno allo sciopero generale proclamato dalla Cgil.
Lo sciopero riguarda temi decisivi per imporre una svolta a livello generale.
Li vogliamo ricordare perché sia ben chiaro il valore della nostra iniziativa. 
Innanzitutto, la Cgil chiama allo sciopero per esprimere ulteriormente, e con coerenza, la netta contrarietà a provvedimenti e decisioni che noi consideriamo gravemente sbagliate. 
Chiediamo di scioperare contro i contenuti del cosiddetto “Patto per l’Italia” perché quel "Patto" modifica il regime dei diritti e delle tutele delle persone rendendole più deboli; perché quel "Patto" assume, accettandole, le politiche scolastiche del Governo.
Chiediamo di scioperare contro i provvedimenti legislativi presentati in Parlamento su scuola, sanità ed immigrazione, perché ispirati ad un modello di società iniqua ed escludente. 
Chiediamo di scioperare perché consideriamo inaccettabile la strategia di ulteriore precarizzazione dell'occupazione che si sta attuando sia con la presentazione di appositi disegni  di legge (848 e 848bis) per stravolgere l'attuale normativa, sia mediante la concreta pratica dell'obiettivo, ad esempio ci riferiamo al blocco delle immissioni in ruolo per docenti ed ata e alla cancellazione di migliaia di posti di lavoro.
Chiediamo di scioperare contro una Finanziaria che riteniamo sbagliata perché costruita su prospettive di crescita irreali, su entrate virtuali, su tagli reali e che non prevede le risorse necessarie per i rinnovi contrattuali.
Lo sciopero del 18 ottobre è l’unica grande iniziativa di lotta in campo che chiede cambiamenti radicali sulle scelte di fondo.

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notizie
Lo sciopero
è legittimo

Settimane di boicottaggi e di falsità. Riunioni fatte solo per dire dei rischi di aderire allo sciopero del 18 ottobre. Le hanno tentate, e le stanno tentando, tutte. Mai, negli ultimi decenni, uno sciopero ha registrato tante falsità!
Ri-mettiamo un po’ d’ordine.
a) La partecipazione del personale della scuola è pienamente legittima, come testimonia anche il telex del MIUR. 
b) Le Leggi (146/’90 e 83/’00) nulla dicono circa l’obbligo che fra uno sciopero di categoria e uno sciopero generale debba intercorrere un periodo minimo di intervallo.
c) Nei mesi scorsi scioperi di categoria e scioperi generali hanno convissuto senza problemi.
d) La Commissione di garanzia non ha deliberato nulla, ha espresso un avviso circa la mancata “rarefazione...” fra lo sciopero del 14 e quello del 18. 
e) Se la Commissione deliberasse, nelle prossime settimane, un parere formale diverso dal nostro, noi sosterremo le nostre ragioni fino alla Corte Costituzionale perché difendiamo il diritto di sciopero, che è un diritto di tutti.

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Ma la multa no!

Un vero e proprio tormentone, quello sulle presunte sanzioni economiche per chi avesse osato partecipare allo sciopero del 18 ottobre. Ha iniziato un giornale on line, poi una rivista e, poi, altri ancora. Quello  che ci ha fatto più male è che, fra i disinformatori, ci fossero anche alcuni sindacati o sindacalisti impegnati a sostenere con tranquillità e, in alcuni casi, con malcelata gioia l’esistenza delle sanzioni economiche per i cigiellini in sciopero!
Proviamo a ridirlo: è falso che ci siano sanzioni economiche.
Esse sono previste solo nel caso in cui un lavoratore non rispetti l’ordinanza con la quale si impongono prestazioni indispensabili nei casi in cui, a causa di uno sciopero, esista “… un fondato pericolo di un pregiudizio grave e imminente ai diritti della persona costituzionalmente garantiti,…”.
Per chi vuole approfondire, il riferimento è agli articoli 8 e 9 delle Leggi 146/’90 e 83/’00
Ora, come si capisce chiaramente lo sciopero del 18 ottobre non rientra in questa casistica, pertanto chi sostiene che ci saranno multe dice “semplicemente” il falso.
 

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Boicottaggi a go go

Sicuramente lo sciopero più boicottato degli ultimi decenni.
Ha iniziato il Ministero che, ricevuta la nostra comunicazione il 18 settembre, ha firmato il telex per le scuole solo il giorno 8 ottobre. In tantissime scuole il telex è arrivato materialmente solo fra venerdì 11 e sabato 12 ottobre.
Nel frattempo era datato 30 settembre il telex inviato dal Ministero per lo sciopero del 14 ottobre. Questa situazione (possiamo dire, con un eufemismo, "non paritaria"?) ha determinato le situazioni più incresciose soprattutto per quanto riguarda l'esercizio di un diritto dei lavoratori.
Condanniamo un’amministrazione che, anziché garantire l'imparzialità, entra in campo come se fosse l’ennesimo sindacato. Nei giorni scorsi abbiamo firmato il mandato ai nostri legali per denunciare il Ministero per comportamento antisindacale. La stessa cosa faremo in tutte quelle situazioni dove ciò è avvenuto mettendo in discussione il libero esercizio di un diritto.

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approfondimenti
La “riforma”
Moratti fa male al Paese
La Cgil chiede il ritiro della delega Moratti sulla scuola. Anche per questo, dopo averlo chiesto con l’enorme manifestazione del 23 marzo, chiamiamo allo sciopero generale. Questo è il primo motivo del nostro sciopero generale. Se quel provvedimento venisse approvato si verificherebbe un forte abbassamento dei livelli di istruzione nel Paese con l’introduzione di un canale separato fra istruzione e formazione dopo i tredici anni. Inoltre, saremmo l’unico Paese al mondo a ridurre di un anno l’obbligo scolastico riportandolo alla terza media. Contemporaneamente, la riduzione della durata oraria di funzionamento della scuola impoverisce l’offerta pubblica e laica di sapere, a tutto favore della scuola privata. Nonostante le solenni promesse fatte da Berlusconi alcuni mesi fa, questa Legge è sequestrata al dibattito. Addirittura, si prevede l’uso della delega (strumento incostituzionale considerati i compiti che la nuova Costituzione affida allo Stato) per tutti i provvedimenti attuativi che, approvata la Legge, sarebbero di competenza unicamente del Governo. Infine, siamo contrari ad una Legge senza risorse ma autofinanziata con i tagli alla scuola pubblica.

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I tagli vengono da lontano

E’ evidente ai più che un Governo che non crede nel suo sistema di istruzione non investirà mai in quella direzione. Che questo Governo non ci creda è sotto gli occhi di tutti, e che tagli con decisione anche!   
Infatti, per quanto riguarda i tagli alla scuola, la direzione di marcia è stata decisa da tempo. Non a caso noi abbiamo scioperato il 12 novembre scorso contro la prima Finanziaria targata Berlusconi. Infatti, nell’agosto 2001,  Moratti descrive a Tremonti, che acconsente, gli otto punti del suo programma: “… ridefinizione dei criteri di dimensionamento delle istituzioni scolastiche; promozione della mobilità; destinazione di una quota percentuale di organico preferibilmente verso contratti d'opera; trasformazione dell'orario; razionalizzazione delle classi; ridefinizione di taluni profili professionali; riduzione del numero di taluni docenti specialisti; ridefinizione di ruoli e di compiti del personale mediante il migliore impiego delle tecnologie informatiche.”  
Obiettivo finale di questa devastazione economica? Un taglio del 15% delle spese per il personale in cinque anni! E dire che nel 2000 eravamo fra gli ultimi Paesi in Europa per investimenti nella scuola. Ora, dopo due anni di questo Governo, in quale punto della classifica saremo?

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Gli impegni per i docenti? Meno che parole!

Già ridurre del 15% in cinque anni la spesa per il personale significa assestare un colpo forte ai docenti, che rappresentano una parte molto consistente della scuola. Ma il Governo non si limita solo agli aspetti quantitativi, pur inaccettabili. Ricordiamo la modifica delle commissioni d’esame, che ha favorito la privata. E che dire del completamento a 24 ore, al quale ora si aggiungerebbe la modifica degli ordinamenti per completare le cattedre a 18 ore? Mentre il Ministro prometteva di dare migliaia di miliardi alla scuola, con la “sperimentazione” sono stati messi in discussione i tempi, i modi, la qualità del lavoro e l’autonomia decisionale dei collegi. La nostra netta contrarietà alle politiche del Ministro deriva anche dal fatto che vediamo con sempre maggiore chiarezza emergere il punto vero: l’attacco all’autonomia professionale dei docenti. E’ forse un caso che il Presidente Berlusconi fosse il primo firmatario, nella precedente legislatura, di un progetto di legge per l’assunzione diretta dei docenti da parte delle scuole sulla base della loro coerenza con il Piano dell’Offerta Formativa? Sapete come la pensa Confindustria al riguardo? Ha la stessa, identica, idea.

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I dirigenti scolastici in piazza!

I dirigenti scolastici sono coinvolti come tutti dai motivi dello sciopero del 18 ottobre. Nel loro caso la partecipazione allo scioperò servirà anche per segnare due ulteriori impegni. Il primo riguarda l’apertura delle trattative per il contratto di lavoro (scaduto il 31 dicembre scorso) per le quali mancano ancora gli elementi minimi per esclusiva responsabilità del Governo: risorse in Finanziaria per completare il percorso retributivo solo avviato col primo contratto, Atto di indirizzo. L’altro è il valore dell’autonomia scolastica contro ogni ipotesi di ritorno al neocentralismo ministeriale. Certo, è questione che riguarda l’insieme del lavoratori chiamati a difendersi dalle politiche di accentramento sostenute dal Ministero. Ma i Dirigenti di quelle politiche ne pagano duramente le conseguenze per la loro funzione di garanti di diritti costituzionalmente tutelati. Alla realizzazione di questi diritti le politiche del Ministero stanno facendo venir meno le basi materiali. E questo è inaccettabile.

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Il peso di essere ata nella scuola

Le scelte politiche del Ministro sui  lavoratori Ata non solo sono inaccettabili ma, se non contrastate con decisione, porteranno alla scomparsa dalla scuola di queste funzioni e di esperienze fondamentali avviate da moltissime scuole. Lavoro ATA significa servizi scolastici, capacità funzionale e gestionale da parte delle scuole. Oltre 20.000 posti di lavoro sono stati tagliati nel Luglio 2001; altri con la precedente Finanziaria; oltre 12.000 verranno tagliati con questa finanziaria!! Si promuovono gli appalti, per ammissione del Ministero, molto più costosi delle assunzioni. Nel frattempo: scarsi mezzi per chi lavora nei servizi, risorse economiche sempre più precarie alle scuole, lavoro burocratico in costante aumento. 
Noi diciamo basta!
Vogliamo che il personale venga immesso in ruolo su tutti i posti disponibili; che si stanzino risorse economiche adeguate per retribuire tempestivamente il lavoro fatto e si possano gestire i servizi scolastici; che sugli atti riguardanti la scuola si ascolti direttamente la voce di coloro che con l’esperienza sono in grado di dare i contributi necessari e indispensabili.
Insomma, occorre una sterzata decisa affinché i lavoratori ATA non diventino il capro espiatorio di ogni scelta di taglio della spesa e i servizi scolastici non siano smantellati.

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E dopo il 18?

Abbiamo chiesto con insistenza a Cisl e Uil di indire, per il mese di novembre, una giornata di sciopero nella quale organizzare anche una imponente manifestazione nazionale. E’ importante che, nonostante diversità profonde, tutti i sindacati (ad esclusione dell’ANP e non è un caso) siano in sciopero contro le politiche del Ministro Moratti e del Governo. E’ il segno delle enormi difficoltà con le quali dobbiamo da i conti. Siamo l’unico comparto nel quale questo accade e non indugeremo mai nella lettura di un altro sciopero come un mezzo per indebolire la partecipazione alla lotta della Cgil. 
Ma bisogna dare continuità all’iniziativa.
Infatti, i problemi relativi alla Finanziaria e al rinnovo contrattuale sono ben lontani dal registrare una soluzione apprezzabile. Se arriveranno risultati coerenti con le nostre esigenze saremo tutti soddisfatti, ma ora bisogna pensare alla continuità dell’iniziativa. Per questo rilanciamo l'invito a proclamare uno sciopero con manifestazione a novembre perché, come accadde nell’autunno del 2000, bisogna far cambiare con decisione le scelte del Governo sulla scuola pubblica.

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servizi
Che cosa
fare in caso di sciopero

Per aderire allo sciopero della Cgil del 18 ottobre 2002 il personale docente e ata deve semplicemente non presentarsi in servizio. Può, se vuole, dire che partecipa o non partecipa allo sciopero annotandolo sulla comunicazione che il Dirigente scolastico fa passare per avvisare dello sciopero. Se appartiene al personale ata può essere chiamato a far parte del contingente dei servizi minimi (aziende agrarie, mense). Non fa parte dei servizi minimi l’apertura o la chiusura della scuola, che comunque deve essere tenuta aperta nel giorno dello sciopero per consentire a chi non vuole scioperare di firmare (mentre le lezioni possono essere sospese per mancanza di personale ata). Se il Dirigente scolastico, il vicario ed i collaboratori scioperano, la responsabilità della direzione della scuola nel giorno dello sciopero ricade sul docente in servizio più anziano di età. Il Dirigente scolastico, o chi lo sostituisce nel giorno dello sciopero, comunica la percentuale degli scioperanti distinti per tipologia (dirigente scolastico, docenti, ata) calcolati sul numero del personale in servizio quel giorno e non sull’organico complessivo. Per saperne di più ..

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Sette volantini per fare informazione

Sullo sciopero generale del 18 ottobre ne hanno dette di tutti colori e sulla partecipazione della scuola allo sciopero ne hanno fatte di tutti colori, compreso il boicottaggio. 
Abbiamo dovuto fare informazione e anche controinformazione. 
La modalità che abbiamo scelto è stata il
volantino, il mezzo più veloce per raggiungere i posti di lavoro ed i lavoratori. Nei volantini di solito si fa propaganda, in questo caso si è fatta anche informazione. 
Andate a vederli, abbiamo cercato di curare ogni particolare, anche l’aspetto grafico.

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