contro
la manovra economica del governo
venerdì 23 luglio
presidio in piazza Dante
dalle ore 10.30 alle 12.30
|
CGIL CISL UIL VENETO
Costruire il futuro:
per nuove politiche di sviluppo
per nuove politiche sociali,
per una nuova politica dei redditi
contro la delega sulla previdenza
CGIL CISL UIL vogliono cambiare l’agenda politica e sociale di questo
Governo
Il Paese ha urgenza di uscire dalle difficoltà di un’economia stagnante,
di un’occupazione che stenta, di investimenti che diminuiscono, di consumi
bloccati, di un peggioramento delle condizioni materiali dei lavoratori e dei
pensionati.
Si dimostra in ciò il fallimento della politica economica del Governo,
fondata su ricette quali meno tasse, meno vincoli, tagli alle pensioni. La
situazione, resa più grave dall’abbandono della politica dei redditi e
della concertazione, ha favorito la crescita delle disuguaglianze, inciso
negativamente sul potere di acquisto di salari e pensioni, lacerato il Paese
ormai in crisi di fiducia, bloccato la crescita, depotenziato nella
competitività, più povero e più diviso.
CGIL CISL UIL rivendicano lavoro e sviluppo di qualità, un fisco equo e
redistributivo, un welfare inclusivo adeguato ai nuovi bisogni
CGIL CISL UIL vogliono dare voce alle grandi capacità del Paese di uscire
dalle difficoltà producendo proposte per contrastare e cambiare la politica
economica del Governo e rimettere al centro dell’attenzione lo sviluppo e il
lavoro.
Va creato un clima, una tensione ideale, morale e propositiva per cui e i
cittadini, le lavoratrici, i lavoratori, i pensionati ed i giovani non si
sentano soli e quindi possano pensare al futuro per il quale vale la pena
impegnarsi, rischiare e lottare, rivendicare diritti ed esercitare doveri.
La proposta di CGIL CISL UIL - raccolta nella Piattaforma presentata il 10
marzo 2004 – prevede chiare priorità su tre grandi temi: la politica
economica, la politica dei redditi, le politiche sociali
È una proposta forte, che oggi aspetta al varco le decisioni del Governo
impegnato a presentare la "manovra finanziaria bis" per il rientro
dal deficit e il DPEF.
In particolare sulla previdenza CGIL CISL UIL esprimono la propria
contrarietà alla delega sulla del Governo in discussione in questi giorni
alla Camera (dopo l’approvazione al Senato con il voto di fiducia)
Per queste ragioni CGIL CISL UIL riprendono la mobilitazione con:
- Attivi unitari territoriali dal 12 al 22 luglio.
- Assemblee nei luoghi di lavoro.
- Sit in e/o presidi di lavoratori e pensionati davanti a tutte le
Prefetture.
- Fermate di protesta in tutti i luoghi di lavoro nel giorno del varo
della delega previdenziale ovvero della richiesta del voto di fiducia.
- Una nuova Assemblea nazionale dei delegati (dopo le ferie).
I punti che motivano il nostro parere negativo sulla
delega previdenziale sono principalmente i seguenti:
Previdenza obbligatoria
Pensioni di anzianità
Viene innalzato di tre anni, a partire dal 1° gennaio 2008 e di ulteriori
due anni a regime (2010 – 2014), il requisito minimo di accesso al
pensionamento anticipato.
Si tratta di una soluzione sbagliata perché:
- obbligatoria ed in contrasto con i principi di liberalizzazione dell’età
pensionabile
- eccessiva nel numero di anni complessivo e nell’impatto secco (lo
scalone)
- cancella, di fatto, le pensioni di anzianità per le donne lavoratrici.
Pensione di vecchiaia con il metodo contributivo
Viene stravolto il metodo contributivo attraverso l’introduzione:
- dell’età pensionabile minima di 65 anni per gli uomini e di 60 anni
per le donne;
- di un’unica possibilità di accesso al pensionamento anticipato con 35
anni di contributi e con un’età di 60 anni a partire dal 2008 e di 62
anni a regime dal 2014.
Decorrenza delle pensioni
Le cosiddette finestre sono ridotte a due e vengono introdotte anche per il
sistema contributivo. Ciò determina un ulteriore allungamento fino ad un anno
e mezzo del periodo di permanenza al lavoro.
Eccezioni all’applicazione dei nuovi requisiti di accesso al
pensionamento
Vengono introdotte:
- la decisione di consentire alle donne lavoratrici l’accesso al
pensionamento anticipato ricalcolando la pensione interamente con il
metodo contributivo, cosa che rappresenta un danno in quanto determina una
riduzione fino al 50% dell’importo della pensione.
- la definizione di un limite numerico di 10.000 unità per l’accesso
al pensionamento anticipato per i lavoratori in mobilità o destinatari
dei fondi di solidarietà di settore.
Aliquote contributive
La delega non prevede alcun intervento di riequilibrio dei contributi per i
lavoratori autonomi, venendo meno all’impegno preso dal Governo col
Sindacato.
previdenza complementare
Per quanto riguarda il conferimento del TFR attraverso il silenzio-assenso,
CGIL CISL UIL ribadiscono che deve essere prevista una destinazione
prioritaria alle forme negoziali.
CGIL CISL UIL considerano positiva la regola che salvaguarda la libertà del
singolo aderente nella scelta della forma pensionistica complementare, nello
stesso tempo però non condividono l’equiparazione indicata tra le diverse
forme di previdenza complementare (fondi negoziali, fondi aperti, piani
pensionistici individuali), anche perché si mettono sullo stesso piano
prodotti difficilmente equiparabili.
Non può essere infatti penalizzato il valore dell’autonomia negoziale che
si manifesta nell’accordo tra le parti sociali per costituire e finanziare,
attraverso i contributi dell’impresa e del lavoratore e l’utilizzo del
TFR, una forma previdenziale collettiva contrattata.
Rimane peraltro non risolto il problema della Previdenza Complementare a
favore dei dipendenti pubblici.
|