CGIL CISL UIL. Costruiamo il futuro |
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CGIL CISL UIL vogliono cambiare l'agenda politica e sociale. Il Paese ha
urgenza di uscire dalle difficoltà di un'economia stagnante, di
un'occupazione che stenta, di investimenti che diminuiscono, di consumi
bloccati, di peggioramento delle condizioni materiali dei lavoratori
dipendenti e dei pensionati. Si dimostra in ciò il fallimento della politica
economica del Governo fondata su ricette quali meno tasse, meno vincoli, tagli
alle pensioni come soluzioni di tutti i problemi. La situazione resa più
grave dall'abbandono della politica dei redditi e della concertazione, ha
favorito la crescita delle disuguaglianze, inciso negativamente sul potere
d'acquisto di salari e pensioni, lacerato il Paese ormai in crisi di fiducia,
bloccato nella crescita, depotenziato nella competitività, più povero e più
diviso. La politica economicaPolitiche industriali, innovazione ricercaÈ fondamentale un ruolo attivo delle politiche pubbliche nel posizionamento strategico del nostro modello di specializzazione produttiva, ripensando l'intero sistema degli incentivi alle imprese per una competitività fondata sulla qualità. Per questo è necessario:
Vanno dunque sviluppati i patti territoriali e avviate politiche di settore che valorizzino al massimo i punti di forza del sistema industriale. Occorre, inoltre, attivare strumenti produttivi ed innovativi per prevenire le crisi finanziarie d'impresa ed intervenire in aiuto delle imprese in difficoltà. Il MezzogiornoLe risorse per il Mezzogiorno sono state progressivamente ridotte: da 36.906 milioni di euro stanziati nel 2001 a 31.094 nel 2003, con l'aggravante che gli impegni di spesa non si traducono né in nuovi cantieri né in investimenti. Occorre conseguire l'obiettivo di una quota della spesa in conto capitale destinata al Sud pari al 45%. Politiche del lavoroOccorre puntare sulla qualità del lavoro, sulla formazione e l'apprendimento continuo. Bisogna evitare che il lavoro si svolga in condizioni di precarietà e incertezza determinando così un rischioso circolo perverso tra precarietà e dequalificazione. È necessario realizzare un sistema articolato di ammortizzatori sociali, privilegiare gli incentivi al lavoro finalizzati all'occupazione stabile, garantire copertura contributiva e reddito durante i periodi formativi, fiscalizzare gli oneri contributivi del lavoro a più bassa qualifica. Bisogna migliorare l'accesso all'occupazione per le fasce svantaggiate. Va totalmente rivista la delega in materia di prevenzione e sicurezza. Politica energeticaÈ forte l'esigenza di una politica che riduca i costi dell'energia, il grado di dipendenza dall'estero e l'inquinamento, aumentando l'efficienza energetica e riducendo gli sprechi. Politica dell'ambienteLa sostenibilità ambientale deve essere sempre più integrata nei sistemi di produzione e di consumo. La politica ambientale deve recuperare la credibilità di misure basate sulla partecipazione, la trasparenza, il confronto leale e responsabile di tutti i soggetti in causa. Le politiche dei trasportiScontiamo una prolungata assenza di una politica dei trasporti e di reti infrastrutturali. Occorre avviare incisivi programmi strategici rilanciando la intermodalità la logistica il trasporto pubblico. La politica dei redditiCGIL, CISL, UIL rivendicano una nuova politica dei redditi concertata, finalizzata alla crescita, allo sviluppo, al lavoro di qualità attraverso una politica fiscale equa e redistributiva, il governo delle dinamiche dei prezzi e tariffe al centro e in periferia, fornendo cosi un quadro di riferimento certo per la politica contrattuale con l'obiettivo di salvaguardare e incrementare i redditi da lavoro dipendente. In tale contesto va affrontato il tema della rivalutazione del potere di acquisto delle pensioni. La politica dei prezzi e delle tariffeIl Governo deve, quindi, avviare tempestivamente un tavolo di concertazione con le parti sociali, le Regioni, gli Enti locali, per:
La politica fiscaleCGIL, CISL e UIL rivendicano una politica fiscale fondata sulla progressività, in cui ciascuno partecipi in base al proprio reddito, non concordato, né condonato:
I contratti pubbliciDopo 26 mesi dalla scadenza non sono stati ancora rinnovati i contratti di
lavoro per circa 280.000 lavoratori.
Le politiche socialiLe politiche sociali rappresentano la condizione per una crescita duratura e sostenibile del sistema economico. La SanitàNel settore sanitario e socio-sanitario si rischia il collasso.
Una nuova politica socio-assistenzialeVanno attivati strumenti di sostegno alle famiglie ed alle persone impedendo il ritrarsi del pubblico dall'erogazione di servizi. Priorità assoluta è la costituzione di un Fondo nazionale a sostegno delle persone non autosufficienti e la definizione di strumenti di lotta alla povertà ed all'esclusione. Occorre inoltre definire i Livelli essenziali di assistenza sociale e incrementare il Fondo nazionale per le politiche sociali. Le politiche per il nucleo familiareLe risorse finanziarie a favore delle famiglie continuano ad essere del tutto marginali: meno dell'1% del Pil, contro una media del 2,2% esistente nei paesi dell'Unione Europea. Una politica tesa a recuperare tali limiti deve realizzare equità sociale riduzione delle disuguaglianze attraverso l'ampliamento dei servizi pubblici e una più equa redistribuzione del reddito. La Scuola e la FormazioneLe scelte di politica scolastica del governo stanno penalizzando e impoverendo la scuola pubblica statale. L'attuazione di una riforma non condivisa, fondata sulla destrutturazione degli attuali modelli di istruzione e formazione, ha prodotto una grande mobilitazione non solo del personale ma anche delle famiglie, degli studenti e delle organizzazioni professionali. In questo contesto si segnalano gravi proposte legislative tendenti a colpire e limitare le libertà contrattuali e sindacali nella scuola, che il sindacato confederale intende respingere con fermezza. Nel confermare il dissenso al primo decreto attuativo CGIL CISL UIL rivendicano:
La CasaL'emergenza abitativa deve essere affrontata con interventi quali:
La PrevidenzaLa scelta fatta dal Governo, nella manovra finanziaria 2004, di intervenire
sui requisiti richiesti per il pensionamento di anzianità al fine di tagliare
la spesa previdenziale con la finalità di fare cassa per lo Stato è
inaccettabile nonostante i significativi risultati ottenuti sui restanti
contenuti della delega che dimostrano la validità delle nostre proposte.
A ciò si aggiunge la indisponibilità del Governo a riequilibrare i carichi contributivi fra lavoro dipendente e lavoro autonomo, completare il processo di armonizzazione dei trattamenti pensionistici e realizzare nuove e maggiori tutele anche con la totalizzazione della contribuzione versata ai vari Enti. Riforme istituzionaliSul versante istituzionale sono preoccupanti le iniziative del Governo per le conseguenze sulle politiche di coesione sociale. CGIL, CISL e UIL non condividono le disposizioni che ripropongono la devolution ed intervengono direttamente su diritti costituzionali. CGIL, CISL e UIL, che hanno più volte ribadito la loro opzione per un federalismo cooperativo e solidale, sono impegnate a contrastare la disgregazione del sistema paese e chiedono un incontro al Governo, data la rilevanza che le riforme istituzionali rivestono per il mondo del lavoro. venerdì 26 marzo
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