CGIL CISL UIL. Costruiamo il futuro

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venerdì 26 marzo
SCIOPERO GENERALE
per costruire il futuro

manifestazione provinciale
piazza Dante

con partenza da Porta Nuova alle ore 9.00

CGIL CISL UIL vogliono cambiare l'agenda politica e sociale. Il Paese ha urgenza di uscire dalle difficoltà di un'economia stagnante, di un'occupazione che stenta, di investimenti che diminuiscono, di consumi bloccati, di peggioramento delle condizioni materiali dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. Si dimostra in ciò il fallimento della politica economica del Governo fondata su ricette quali meno tasse, meno vincoli, tagli alle pensioni come soluzioni di tutti i problemi. La situazione resa più grave dall'abbandono della politica dei redditi e della concertazione, ha favorito la crescita delle disuguaglianze, inciso negativamente sul potere d'acquisto di salari e pensioni, lacerato il Paese ormai in crisi di fiducia, bloccato nella crescita, depotenziato nella competitività, più povero e più diviso.
CGIL CISL UIL rivendicano lavoro e sviluppo di qualità, un fisco equo e redistributivo, un welfare inclusivo adeguato ai nuovi bisogni. CGIL CISL UIL vogliono dare voce alle grandi capacità del Paese di uscire dalle difficoltà producendo proposte, indicazioni, per contrastare la politica economica del Governo e rimettere al centro dell'attenzione lo sviluppo ed il lavoro. Va creato un clima, una tensione ideale, morale e propositiva per cui le persone, le lavoratrici, i lavoratori, i pensionati ed i giovani non si sentano soli e quindi possano pensare al futuro come orizzonte possibile, per il quale vale la pena impegnarsi, rischiare e lottare, rivendicare diritti ed esercitare doveri. La proposta di CGIL CISL UIL è incentrata con chiare priorità su tre grandi temi: la politica economica, la politica dei redditi, le politiche sociali.

La politica economica

Politiche industriali, innovazione ricerca

È fondamentale un ruolo attivo delle politiche pubbliche nel posizionamento strategico del nostro modello di specializzazione produttiva, ripensando l'intero sistema degli incentivi alle imprese per una competitività fondata sulla qualità. Per questo è necessario:

  • aumentare la spesa nazionale in Ricerca e Sviluppo;
  • attivare politiche territoriali di sostegno alla competitivita dei distretti industriali e dei sistemi produttivi territoriali.

Vanno dunque sviluppati i patti territoriali e avviate politiche di settore che valorizzino al massimo i punti di forza del sistema industriale. Occorre, inoltre, attivare strumenti produttivi ed innovativi per prevenire le crisi finanziarie d'impresa ed intervenire in aiuto delle imprese in difficoltà.

Il Mezzogiorno

Le risorse per il Mezzogiorno sono state progressivamente ridotte: da 36.906 milioni di euro stanziati nel 2001 a 31.094 nel 2003, con l'aggravante che gli impegni di spesa non si traducono né in nuovi cantieri né in investimenti. Occorre conseguire l'obiettivo di una quota della spesa in conto capitale destinata al Sud pari al 45%.

Politiche del lavoro

Occorre puntare sulla qualità del lavoro, sulla formazione e l'apprendimento continuo. Bisogna evitare che il lavoro si svolga in condizioni di precarietà e incertezza determinando così un rischioso circolo perverso tra precarietà e dequalificazione. È necessario realizzare un sistema articolato di ammortizzatori sociali, privilegiare gli incentivi al lavoro finalizzati all'occupazione stabile, garantire copertura contributiva e reddito durante i periodi formativi, fiscalizzare gli oneri contributivi del lavoro a più bassa qualifica. Bisogna migliorare l'accesso all'occupazione per le fasce svantaggiate. Va totalmente rivista la delega in materia di prevenzione e sicurezza.

Politica energetica

È forte l'esigenza di una politica che riduca i costi dell'energia, il grado di dipendenza dall'estero e l'inquinamento, aumentando l'efficienza energetica e riducendo gli sprechi.

Politica dell'ambiente

La sostenibilità ambientale deve essere sempre più integrata nei sistemi di produzione e di consumo. La politica ambientale deve recuperare la credibilità di misure basate sulla partecipazione, la trasparenza, il confronto leale e responsabile di tutti i soggetti in causa.

Le politiche dei trasporti

Scontiamo una prolungata assenza di una politica dei trasporti e di reti infrastrutturali. Occorre avviare incisivi programmi strategici rilanciando la intermodalità la logistica il trasporto pubblico.

La politica dei redditi

CGIL, CISL, UIL rivendicano una nuova politica dei redditi concertata, finalizzata alla crescita, allo sviluppo, al lavoro di qualità attraverso una politica fiscale equa e redistributiva, il governo delle dinamiche dei prezzi e tariffe al centro e in periferia, fornendo cosi un quadro di riferimento certo per la politica contrattuale con l'obiettivo di salvaguardare e incrementare i redditi da lavoro dipendente. In tale contesto va affrontato il tema della rivalutazione del potere di acquisto delle pensioni.

La politica dei prezzi e delle tariffe

Il Governo deve, quindi, avviare tempestivamente un tavolo di concertazione con le parti sociali, le Regioni, gli Enti locali, per:

  • sanzionare gli aumenti speculativi;
  • migliorare la concorrenza;
  • rendere più trasparenti i prezzi;
  • concordare una politica tariffaria antiinflazionistica;
  • introdurre, per tutti i servizi, tariffe sociali fondate sullo strumento dell'Isee (Indicatore situazione economica equivalente).

La politica fiscale

CGIL, CISL e UIL rivendicano una politica fiscale fondata sulla progressività, in cui ciascuno partecipi in base al proprio reddito, non concordato, né condonato:

  • non applicare la riforma fiscale, rielaborarne i principi riaffermando la progressività e l'utilizzo delle detrazioni;
  • lottare contro l'evasione e il lavoro nero, rafforzando i controlli;
  • realizzare il federalismo fiscale senza aggravi per il lavoro dipendente e i pensionati;
  • rivedere l'aliquota di imposta sulle rendite finanziarie armonizzandola con la tassazione europea;
  • ripristinare l'imposta di successione sui grandi patrimoni;
  • confermare le clausole di salvaguardia e introdurre, a partire dal 1 gennaio 2003, quella sul TFR;
  • ripristinare il recupero integrale del drenaggio fiscale e la parità di imposizione di base tra pensionati e dipendenti, prevedere, inoltre, l'innalzamento della quota di reddito esente e il ripristino delle specifiche detrazioni per gli ultra 75enni.

I contratti pubblici

Dopo 26 mesi dalla scadenza non sono stati ancora rinnovati i contratti di lavoro per circa 280.000 lavoratori.
CGIL, CISL, UIL chiedono al Governo:

  • di chiudere i contratti 2002/2003 ancora aperti;
  • di aprire la stagione contrattuale 2004/2005;
  • di far partire i fondi di previdenza complementare;
  • di definire un accordo quadro sul mercato del lavoro;
  • di definire misure che consentano di restituire alla dirigenza l'autonomia dal potere politico.

Le politiche sociali

Le politiche sociali rappresentano la condizione per una crescita duratura e sostenibile del sistema economico.

La Sanità

Nel settore sanitario e socio-sanitario si rischia il collasso.
Occorre incrementare le risorse per la sanità e le prestazioni sociali. Il Fondo sanitario nazionale deve essere adeguato alla media della spesa sanitaria europea.
Immediate priorità da affrontare:

  • l'attuazione in tutto il territorio nazionale dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea);
  • il recupero della cultura della prevenzione e della riabilitazione, qualificando e ridistribuendo gli investimenti necessari;
  • il rafforzamento qualitativo e quantitativo delle prestazioni.

Una nuova politica socio-assistenziale

Vanno attivati strumenti di sostegno alle famiglie ed alle persone impedendo il ritrarsi del pubblico dall'erogazione di servizi. Priorità assoluta è la costituzione di un Fondo nazionale a sostegno delle persone non autosufficienti e la definizione di strumenti di lotta alla povertà ed all'esclusione. Occorre inoltre definire i Livelli essenziali di assistenza sociale e incrementare il Fondo nazionale per le politiche sociali.

Le politiche per il nucleo familiare

Le risorse finanziarie a favore delle famiglie continuano ad essere del tutto marginali: meno dell'1% del Pil, contro una media del 2,2% esistente nei paesi dell'Unione Europea. Una politica tesa a recuperare tali limiti deve realizzare equità sociale riduzione delle disuguaglianze attraverso l'ampliamento dei servizi pubblici e una più equa redistribuzione del reddito.

La Scuola e la Formazione

Le scelte di politica scolastica del governo stanno penalizzando e impoverendo la scuola pubblica statale. L'attuazione di una riforma non condivisa, fondata sulla destrutturazione degli attuali modelli di istruzione e formazione, ha prodotto una grande mobilitazione non solo del personale ma anche delle famiglie, degli studenti e delle organizzazioni professionali. In questo contesto si segnalano gravi proposte legislative tendenti a colpire e limitare le libertà contrattuali e sindacali nella scuola, che il sindacato confederale intende respingere con fermezza. Nel confermare il dissenso al primo decreto attuativo CGIL CISL UIL rivendicano:

  • un sistema unitario di standard formativi nazionali: regole per la certificazione, spendibilità dei titoli;
  • l'esigibilità del "diritto dovere all'istruzione e alla formazione per almeno 12 anni o fino al conseguimento di una qualifica";
  • l'apertura del confronto sui decreti attuativi della secondaria superiore;
  • un sistema nazionale di formazione continua dei lavoratori che assicuri la immediata operatività dei Fondi interprofessionali bilaterali.

La Casa

L'emergenza abitativa deve essere affrontata con interventi quali:

  • il rifinanziamento del Fondo nazionale di sostegno ai canoni;
  • interventi fiscali che incentivino l'affitto;
  • la disponibilità di risorse adeguate per l'edilizia sociale.

La Previdenza

La scelta fatta dal Governo, nella manovra finanziaria 2004, di intervenire sui requisiti richiesti per il pensionamento di anzianità al fine di tagliare la spesa previdenziale con la finalità di fare cassa per lo Stato è inaccettabile nonostante i significativi risultati ottenuti sui restanti contenuti della delega che dimostrano la validità delle nostre proposte.
Inoltre le decisioni del Governo:

  • penalizzano i lavoratori a regime contributivo con l'introduzione del requisito anagrafico minimo per il pensionamento senza peraltro eliminare, come dichiarato, la verifica del 2005;
  • non prevedono il completamento della separazione tra spesa previdenziale e spesa assistenziale.

A ciò si aggiunge la indisponibilità del Governo a riequilibrare i carichi contributivi fra lavoro dipendente e lavoro autonomo, completare il processo di armonizzazione dei trattamenti pensionistici e realizzare nuove e maggiori tutele anche con la totalizzazione della contribuzione versata ai vari Enti.

Riforme istituzionali

Sul versante istituzionale sono preoccupanti le iniziative del Governo per le conseguenze sulle politiche di coesione sociale. CGIL, CISL e UIL non condividono le disposizioni che ripropongono la devolution ed intervengono direttamente su diritti costituzionali. CGIL, CISL e UIL, che hanno più volte ribadito la loro opzione per un federalismo cooperativo e solidale, sono impegnate a contrastare la disgregazione del sistema paese e chiedono un incontro al Governo, data la rilevanza che le riforme istituzionali rivestono per il mondo del lavoro.

venerdì 26 marzo
SCIOPERO GENERALE

Fermi per l'intera giornata i lavoratori
del pubblico impiego, scuola, università e ricerca, delle poste, del credito e del commercio,
fermi per 4 ore tutti gli altri settori

MANIFESTAZIONE PROVINCIALE
PIAZZA DANTE
CON PARTENZA DA PORTA NUOVA ALLE ORE 9.00


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