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La storia si ripete, a distanza di un anno. La CGIL la FLC e la FP da un
lato, chiedono che si vada al voto per il rinnovo delle RSU, entro novembre,
come prescrive la L. 150/2009 che rinviò lo scorso anno le elezioni della
scuola previste per dicembre, tutte le altre organizzazioni sindacali, con il
tacito sostegno dell'ARAN, dicono di volerle ma non ora.
Le motivazioni, questa volta, sono ancora più nebulose, incomprensibili,
contraddittorie, smentiscono anche quanto scritto dal Ministro della Funzione
Pubblica in una norma inserita di gran fretta, nella conversione in legge del
decreto “Brunetta”: il rinvio a Novembre 2010 delle elezioni.
Ora un anno è passato ma il timore di affrontare il responso democratico
dei lavoratori non è venuto meno e, in modo imbarazzante e contraddittorio,
si afferma che, si vogliono valorizzare le RSU e, per questo motivo se ne
chiede il rinvio!
Le Rsu si valorizzano se intanto vengono messe in grado di svolgere la
funzione democratica di rappresentanza dell'insieme dei lavoratori e di
contrattazione sui posti di lavoro. E' incoerente prima accettare il blocco
dei contratti per tre anni, i tagli al Welfare, i contenuti devastanti della
legge Brunetta la costante demolizione della contrattazione decentrata e
adesso proporre un accordo quadro sulle relazioni sindacali e sulla
contrattazione. Siamo pronti ad aprire il confronto ma dopo il voto di
Novembre.
Nei comparti della conoscenza senza il rinnovo delle RSU non avremmo più
soggetti legittimati a contrattare e sopratutto nelle scuole per effetto della
mobilità, dei pensionamenti e dei processi di dimensionamento molte RSU sono
decadute. Questo comporterà il rischio di non poter svolgere ovunque la
contrattazione d'istituto, facendo perdere soldi ai lavoratori.
Siamo disponibili naturalmente a discutere senza perdere altro tempo sui
nuovi assetti dei comparti contrattuali, partendo dall'ineludibile unitarietà
dei settori della conoscenza ed anche ad affrontare rapidamente eventuali
problemi d'interpretazione regolamentare, ma non saremo mai disponibili ad un
loro snaturamento, allo svuotamento di competenze, allo spostamento ad altri
livelli della contrattazione decentrata che non sia solo e soltanto quello dei
luoghi di lavoro
Non permetteremo che si mettano in discussione le regole di misurazione
della rappresentanza nel pubblico impiego ed anzi vogliamo estenderle a tutto
il mondo del lavoro, garantendo in ogni posto di lavoro processi democratici
nelle decisioni che assume il sindacato.
I precari devono poter avere voce e rappresentanza nelle RSU quale
condizione per la ricomposizione dell'unità e della solidarietà tra tutti i
lavoratori della conoscenza.
Dopo le dichiarazioni servono i fatti perché i lavoratori ci osservano e
giudicano i nostri comportamenti e le nostre coerenze.
Occorre perciò una grande prova democratica che, come evidenziato anche da
altre organizzazioni sindacali, stimoli partecipazione e responsabilità.
Il senso della grande Assemblea di tutte le RSU del pubblico impiego del 24
Settembre prossimo, conclusa da Guglielmo Epifani, sarà quello di lanciare
una grande mobilitazione affinché ai lavoratori venga garantito il diritto a
votare per poter conquistare migliori condizioni di lavoro.
2/9/2010
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