Intesa tra governo e sindacati sul rinnovo dei contratti pubblici: la CGIL non firma


Oggi pomeriggio il governo ha sottoposto ai sindacati il testo definitivo del Protocollo d'Intesa sul rinnovo dei contratti pubblici, confermando sostanzialmente la linea già espressa durante il confronto lampo della scorsa settimana a Palazzo Vidoni.

Questi i punti salienti dell'intesa:

  • un aumento medio mensile lordo di 70 euro a fine biennio (al 31.12.2009). Questo aumento, secondo la proposta del governo, va ripartito come segue: 60 euro sullo stipendio mensile e 10 euro per la parte accessoria;
  • i risparmi provenienti dai tagli del D.L. 112/2008 andranno prevalentemente alle alte qualifiche dopo procedimenti rigorosamente selettivi per individuare il merito;
  • apertura delle trattative per quei comparti che non hanno ancora avuto il rinnovo il primo biennio 2006/7. Vedi ad esempio la dirigenza scolastica e la ricerca.

L'intesa inoltre prevede l'impegno delle parti a rivedere in un successivo accordo il modello contrattuale a partire dal 2010.

La CGIL non ha sottoscritto l'intesa per le seguenti ragioni:

  • gli aumenti proposti sono inadeguati rispetto al vertiginoso aumento sia del costo della vita che dei carichi di lavoro del personale per effetto dei tagli dei posti. Questi aumenti sono davvero irrisori se si considera che al netto delle tasse, che il Governo non ha intenzione di ridurre, si traducono in circa 49 euro mensili per le qualifiche medio/alte per ridursi a 20 euro circa nel caso delle qualifiche più basse.
  • Nessuno sforzo è stato fatto per rendere più stabili migliaia di contratti di lavoro precario.
  • Nessun impegno per ridurre la pressione fiscale sullo stipendio dei lavoratori dipendenti.

Con i risparmi, che il comparto scuola non ha (partono dal 2010), si vuole premiare il merito di pochi. Questo infatti è l'elemento strategico presente in tutta la manovra dei tagli della scorsa estate. In conclusione, nell'intesa non c'è nessuna ipotesi di valorizzazione e di riconoscimento sociale di un lavoro pubblico dal quale i cittadini si aspettano prestazioni sempre di maggiore qualità.

Infine, il quadro complessivo delle risorse è molto incerto per l'università, la ricerca e l'Afam, che scioperano il 14 novembre.

Per la dirigenza scolastica manca ancora l'atto di indirizzo del biennio 2006/2007 e l'intesa fa solo un generico riferimento all'accelerazione della procedure per l'apertura delle trattative di quei contratti che sono da rinnovare da oltre due anni.

Roma, 30 ottobre 2008


Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della FLC Cgil

A Palazzo Chigi, nell'incontro di questo pomeriggio sul secondo biennio economico 2008-2009 dei contratti dei pubblici dipendenti, la CGIL non ha firmato il Protocollo d'Intesa proposto dal Ministro Brunetta.

Le ragioni sono molto semplici.

Per il personale della scuola gli aumenti salariali previsti dalla proposta governativa sono mediamente di 70 euro lordi (49 netti) a fine biennio, una cifra decisamente lontana da quella necessaria a coprire il vertiginoso aumento del costo della vita.

Con queste somme le affermazioni governative di voler premiare il merito si rivelano per quello che sono: pura propaganda ideologica.

Del tutto incerte le risorse per i Contratti dell'Università, della Ricerca e dell'Alta Formazione Artistica e Musicale.

Ancora non è stato neppure varato l'Atto di indirizzo del quadriennio contrattuale della Dirigenza Scolastica.

Neanche una parola, infine, per il progressivo superamento del precariato e la stabilizzazione del personale, così come manca qualsiasi impegno da parte del Governo sulla riduzione della pressione fiscale sul salario del lavoro dipendente.

Roma, 30 ottobre 2008