| Accordo separato: il giudizio della Cgil | |
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Il
Comitato direttivo della Cgil, riunito a Roma l’8 e 9 luglio 2002, approva
e fa propria la scelta della Segreteria confederale di non sottoscrivere l’intesa
con il governo e le parti sociali conclusa in data 5 luglio 2002, titolata
"Patto per l’Italia. Contratto per il lavoro".
Il verbale di intesa
Per di più il Governo ha imposto un nesso diretto fra l’adesione alla intesa e la esplicita condivisione, da parte delle forze sociali, dei contenuti fondamentali del Dpef; si tratta di una scelta palesemente impropria dal punto di vista istituzionale quanto inaccettabile nei contenuti, anche perché il Dpef conferma tutte le impostazioni negative dell’accordo: dalla previsione di riduzione della spesa sociale, alla riproposizione della delega previdenziale per finire con l’avvio di una mutualità sanitaria sostitutiva del servizio sanitario nazionale. Il testo dell’intesa, inoltre, esplicita un consenso ampio alle scelte del Governo, in particolare in tema di politiche fiscali e per il sistema scolastico. Si evidenzia in ciò il carattere neocorporativo dell’intesa, che corrisponde all'intento essenzialmente politico che ha mosso il Governo fin dall’avvio del negoziato. La Cgil, con la scelta di non sottoscrivere l’intesa, ribadisce la sua contrarietà ai contenuti che la caratterizzano e afferma la sua fedeltà a principi di autonomia, fondamentali per un corretto rapporto fra funzioni di governo ed esercizio della rappresentanza sociale. Perciò la Cgil respinge con forza le ripetute dichiarazioni di esponenti della maggioranza di governo che annunciano l’esclusione della Cgil da prossimi tavoli di confronto su materie quali le politiche fiscali e lo stato sociale; si tratta di ipotesi lesive del diritto costituzionalmente protetto all’esercizio di una rappresentanza sindacale libera e autonoma. Sulla base di queste considerazioni la Cgil si rivolge alle
organizzazioni sindacali confederali che hanno sottoscritto l’intesa e le
chiama ad una consultazione aperta e democratica fra le lavoratrici e i
lavoratori, i giovani in cerca di lavoro, i pensionati italiani affinché ad
essi sia riconsegnata la possibilità di esprimere una valutazione
impegnativa e risolutiva sul protocollo e i suoi contenuti.
A tal fine il CD dà mandato alla Segreteria, supportata da un apposito gruppo di lavoro, di predisporre tempestivamente i testi dei relativi articolati da sottoporre all’approvazione del Comitato direttivo medesimo. L’avvio di una straordinaria campagna di raccolta di firme tra i lavoratori e i cittadini, almeno 5 milioni, contro le misure del Governo e a sostegno delle nostre proposte. Il Comitato direttivo della Cgil ritiene, inoltre, indispensabile rilanciare con forza l’esigenza di dare piena attuazione all’art. 39 della Costituzione definendo legislativamente regole certe per la verifica della rappresentanza sindacale. Approvato all’unanimità |
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