Comunicato stampa di Domenico Pantaleo,
Segretario generale della
Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.
Occorre immediatamente reagire contro una manovra finanziaria che
colpisce solo i lavoratori e i pensionati ed invece non chiede nulla ai
ceti più ricchi.
Con le norme di Sacconi su contratti e art.18 si cancellano anni di
conquiste di civiltà nel lavoro. Nel pubblico impiego dopo il blocco dei
contratti e degli stipendi con la manovra adesso si congelano per due anni
le liquidazioni e si minaccia di non pagare le tredicesime. Tra i
provvedimenti ingiusti sulle pensioni, si estende anche alla scuola la
finestra di uscita per i pensionamenti che significherà 12 mesi in più di
lavoro. I tagli pesantissimi su Regioni ed enti locali avranno effetti
disastrosi sul sistema d'istruzione già devastato dai tagli epocali del
duo Gelmini-Tremonti. Per non parlare del ricatto ignobile tra immissioni
in ruolo nella scuola e riduzione dei salari per i precari stabilizzati
che alla luce della manovra risulta ancora più inaccettabile.
Ora basta! La crisi devono pagarla chi ha accumulato in questi anni
enormi ricchezze, rendendo questo Paesi tra i i più disuguali d'Europa.
Metteremo in campo risposte di lotta durissime fino alla richiesta dello
sciopero generale per cacciare un Governo moralmente impresentabile che
scarica tutte le proprie responsabilità sui ceti popolari, non mette in
campo misure a sostegno della crescita e approfitta della crisi per
colpire duramente la dignità e i diritti dei lavoratori pubblici e
privati.
Il 22 ottobre FLC CGIL e FP CGIL hanno già promosso una grandissima
manifestazione nazionale e sarà quello un momento importante della
mobilitazione che coinvolgerà studenti, movimenti e tutti coloro che
sognano una Italia più giusta e più libera.
13/08/2011
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