Manovra finanziaria: sotto torchio il ceto medio e i dipendenti pubblici |
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La manovra anticrisi è in vigore dal 13 agosto, data di pubblicazione in G.U. del DL 138/11. Essa serve per anticipare il pareggio di bilancio al 2013: 45,5 miliardi di euro nel biennio 2012-2013. Sale così a 125,5 miliardi di euro il costo complessivo delle misure finanziarie approvate dal Governo in meno di un mese. Vedi manovra del 17 luglio di 80 miliardi euro. Il campo di elezione del Governo è ancora una volta l'intervento sui redditi di lavoro dipendente, sul lavoro pubblico e sulle donne. Queste ultime costrette ad andare in pensione sempre più tardi in un Paese dove il lavoro di cura è ancora affidato esclusivamente alle donne. In tema di previdenza per la terza volta in un anno cambiano i requisiti per accedere alle pensioni di anzianità, rendendo sempre più incerti i diritti delle persone. C'era da aspettarselo. I soliti noti sosterranno il carico maggiore da subito. I tagli ai costi impropri della politica arriveranno, se arriveranno, solo con tempi molto più lunghi. Il Governo continua ad accanirsi contro la parte più onesta, più trasparente e più civile del Paese. I grossi patrimoni sono graziati, la lotta alla grande evasione e al lavoro nero è rimandata a un futuro indefinito. La gravità della situazione, invece, avrebbe richiesto misure più strutturali come propone la CGIL che da tempo propone l'introduzione della patrimoniale oltre gli 800 mila euro. È la solita politica dei tagli lineari, quanto di più odioso possa esistere, che tanto danno ha già prodotto al lavoro, ai cittadini e alle famiglie. Queste ultime saranno ulteriormente penalizzate dai tagli previsti per regioni ed Enti locali che determineranno sia la riduzione dei servizi sia l'aumento delle addizionali regionali e locali. Questo Governo è in sella da tre anni e possiamo affermare che tutti questi sacrifici che ci ha imposti non hanno migliorato il funzionamento dello Stato democratico, anzi lo hanno desertificato riducendo le speranze di un futuro migliore. Un Governo bugiardo al servizio dei ceti più abbienti, che si accanisce ancora una volta contro scuola e dipendenti pubblici. Tremonti aveva dato nei giorni scorsi assicurazioni di non procedere con ulteriori tagli sui dipendenti pubblici e Berlusconi insieme al Ministro Gelmini avevano escluso ulteriori interventi sulla scuola. Oggi si scopre invece che i tagli ci sono, eccome! Presentiamo ai nostri navigatori una prima lettura delle principali misure che toccano direttamente i nostri comparti e i dipendenti pubblici. Scuola
Dipendenti pubblici
e ancora...Fin qui le principali misure che ci riguardano più da vicino. Ma come
ha detto lo stesso Tremonti, in occasione della conferenza stampa che si è
tenuta a Palazzo Chigi, nel decreto c'è molto di più. Non avevamo dubbi.
Il taglio di 6 miliardi per il 2012 e di 2,5 miliardi per il 2013, alle
spese del Miur avrà certamente un effetto di riverbero sui nostri
comparti. Anche se bisognerà aspettare un successivo DPCM per conoscere
quali saranno le voci di spesa che cadranno sotto l'accetta di Tremonti.
La chiusura tout court degli enti che hanno meno di 70 dipendenti
comporterà nuovi tagli nella ricerca. Contro queste misure antipopolari e antidemocratiche e per il loro ritiro durante la discussione in Parlamento, apriremo già a settembre una stagione di lotta e opposizione come ha annunciato nel suo comunicato stampa il segretario generale della FLC CGIL Domenico Pantaleo. 14/08/2011 Allegati Decreto Legge 138 del 13 agosto 2011. Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo |
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