Il 13 marzo manifestazione europea
contro la privatizzazione dell’istruzione

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Le ragioni della partecipazione della Cgil Scuola

Entro il 31 marzo l’Unione Europea dovrà presentare la propria proposta ufficiale in merito alla liberalizzazione del commercio nel settore dei servizi, come previsto dall’accordo generale sul commercio nei servizi (GATS).

Fino ad ora ogni trattativa è stata condotta senza alcun rispetto delle regole della democrazia e della trasparenza.

I tempi per discutere, valutare, le proposte presentate alla Commissione Europea da paesi terzi sono stati molto stretti. Non è stato possibile conoscere le offerte fatte dalla Commissione a nome dei paesi europei; si è registrato una totale mancanza d’informazione della Commissione Europea nei confronti del Parlamento Europeo ed in misura maggiore nei confronti dei Parlamenti dei diversi paesi membri dell’Unione Europea.

Questo modo di procedere non può che alimentare le preoccupazioni di quanti temono, come noi, che la pressione dei partner commerciali e degli altri paesi membri dell'Organizzazione Mondiale del Commercio spingano l’Unione Europea a liberalizzare servizi sociali come la scuola e la sanità, pregiudicando diritti inalienabili di cittadinanza.

I servizi pubblici costituiscono elementi essenziali per la coesione sociale di ogni Paese.

Per questa ragione ad ogni Paese deve essere garantito il diritto a decretare regolamentazioni interne, leggi o altre misure per salvaguardare l’interesse pubblico.

La commercializzazione dei servizi educativi e sanitari comporta, di fatto, rischi di iniquità, discriminazioni e approfondimento delle disparità.

Ancora più gravi le implicazioni nei Paesi in via di sviluppo, dove spesso l’offerta pubblica è ridotta o del tutto assente: piuttosto che offrire assistenza per rafforzare i sistemi nazionali di educazione, sarà all’ordine del giorno il ricatto su questi paesi perché aprano i servizi pubblici alla commercializzazione, senza alcun controllo sulla qualità dei servizi prestati e i contenuti trasmessi.

La CGIL scuola, nel ritenere che servizi essenziali quali l’educazione e la salute pubblica e beni come l’acqua debbano essere esclusi dagli accordi tra i governi nazionali nella cornice del GATS o di accordi commerciali bilaterali o regionali, ribadisce la propria partecipazione alla giornata di mobilitazione europea del 13 marzo rivendicando i seguenti obiettivi:

  • l’inserimento esplicito dell’educazione e della sanità al punto 1.3 del GATS, dove si prevede l’esclusione dalle negoziazioni dei servizi forniti nell’esercizio dell’attività governativa;
  • la trasparenza dei processi di negoziazione, attraverso la puntuale informazione e discussione del Parlamento Europeo ed il confronto con le Parti Sociali;
  • la garanzia che l’Unione Europea non avanzi alcuna richiesta ai Paesi in via di sviluppo nei settori dei servizi essenziali;
  • lo sviluppo di una politica cooperativa nei confronti dei Paesi in via di sviluppo, promuovendo trasferimenti di tecnologie di sostegno in aree essenziali quali quelle dell’accesso all’acqua, delle energie rinnovabili, della salute e dell’educazione;
  • il rispetto dei diritti dei lavoratori e la protezione dei lavoratori migranti contro ogni forma di discriminazione.

La Cgil Scuola sarà presente alle iniziative promosse in occasione della mobilitazione europea del 13 marzo contro gli accordi GATS, con particolare riferimento a quelle organizzate dagli Studenti, o promuoverà iniziative in quelle realtà nelle quali non siano previsti altri appuntamenti sui temi dell’istruzione.

Segreteria nazionale Cgil Scuola

Roma, 27 febbraio 2003


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