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Interventi
di Nicola Colajanni, Leopoldo Elia, Paolo Nerozzi
durante l'iniziativa del 6 giugno presso il Centro Congressi Frentani di
Roma
Controdecalogo
della riforma costituzionale di Leopoldo Elia
L’Ordine
del giorno del Congresso della FLC Cgil
Testi a
fronte: Costituzione
vigente – modifiche approvate
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la Costituzione
Il 25 ed il 26 giugno 2006 si voterà per il referendum confermativo della
legge di modifica costituzionale approvata nella passata legislatura dalla
maggioranza di centro destra.
Quella riforma mina le fondamenta della nostra Repubblica, intaccando
principi fondamentali, proclamati dalla prima parte della Costituzione.
Come Flc siamo impegnati in questa campagna, che dovrà sfociare nella
cancellazione di questa pericolosa legge di riforma: abbiamo, infatti, oltre
agli altri, un motivo specifico per respingere questa legge, che attiene
proprio a quanto previsto all’art. 39 comma10 lett.b) e c).
La devolution lì prevista costituisce una pesante minaccia all’universalità
di diritti fondamentali che devono essere garantiti a tutti cittadini del
nostro Paese, come sanità, istruzione e sicurezza.
Con la previsione di una competenza legislativa esclusiva delle regioni su
questa materie, si delinea, invece, una grave frammentazione sul versante
dei diritti, che accentuerà le differenze tra le aree ricche e quelle
povere del paese, in particolare tra nord e sud.
In particolare sull’istruzione, abbiamo, sin dall’inizio di questa
sciagurata vicenda, denunciato i rischi insiti nel testo, che minerebbero
alla radice la tenuta unitaria del nostro sistema scolastico, facendo
dipendere il diritto all’istruzione solo dalla fortuna di nascere in una
zona fortunata piuttosto che in una meno favorita. In tal modo mettendo
seriamente in discussione uguaglianza e pari opportunità garantite dalla
prima parte della Costituzione, che subisce sicuramente le conseguenze
negative di una riforma che interviene in modo molto esteso e che quindi ne
mette a rischio i valori ed i principi fondamentali.
La riforma approvata dal Parlamento oltre alla "devolution",
propone un presidenzialismo "assoluto", che mina le basi del
sistema parlamentare; annulla qualsiasi meccanismo di garanzia esistente,
privando il Presidente della Repubblica di potere effettivo e aumentando i
giudici di nomina politica della Corte Costituzionale; definisce un Senato
federale che non corrisponde agli interessi ed alle richieste delle
istituzioni territoriali; prevede un complicatissimo meccanismo di
definizione delle leggi e una nuova stesura dello stesso articolo 138 di
revisione costituzionale.
Poiché si tratta di referendum confermativo, non è previsto un quorum
di partecipazione, quindi, l’esito del referendum sarà valido qualunque
sarà la percentuale di votanti.
Questo elemento, insieme alla data non propriamente felice, potrebbe
indurre molti a sottovalutare questa scadenza ed a non partecipare al voto,
in tal modo producendo il rischio invece di una sua approvazione, viste le
dichiarazioni del centro destra, che considera questo appuntamento un’occasione
di rivalsa rispetto all’esito delle elezioni politiche.
Per questi motivi la FLC Cgil è impegnata in modo particolare in questa
battaglia:
- "parla" a noi, per le implicazioni devastanti sugli assetti
della scuola pubblica e su tutti i nostri settori, che possono derivare da
una eventuale approvazione della riforma;
- parla di valori condivisi, alla base della nostra democrazia, che vanno
rinnovati e confermati: chi se non la scuola e l’Università devono
assumere come proprio compito prioritario la formazione dei giovani verso
quei valori?
Roma, 8 maggio 2006
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