Referendum Costituzionale il 25 e 26 giugno prossimo


Il 25 ed il 26 giugno 2006 si voterà per il referendum confermativo della legge di modifica costituzionale approvata nella passata legislatura dalla maggioranza di centro destra.
Quella riforma mina le fondamenta della nostra Repubblica, intaccando principi fondamentali, proclamati dalla prima parte della Costituzione.

Come Flc siamo impegnati in questa campagna, che dovrà sfociare nella cancellazione di questa pericolosa legge di riforma: abbiamo, infatti, oltre agli altri, un motivo specifico per respingere questa legge, che attiene proprio a quanto previsto all’art. 39 comma10 lett.b) e c).
La devolution lì prevista costituisce una pesante minaccia all’universalità di diritti fondamentali che devono essere garantiti a tutti cittadini del nostro Paese, come sanità, istruzione e sicurezza.
Con la previsione di una competenza legislativa esclusiva delle regioni su questa materie, si delinea, invece, una grave frammentazione sul versante dei diritti, che accentuerà le differenze tra le aree ricche e quelle povere del paese, in particolare tra nord e sud.
In particolare sull’istruzione, abbiamo, sin dall’inizio di questa sciagurata vicenda, denunciato i rischi insiti nel testo, che minerebbero alla radice la tenuta unitaria del nostro sistema scolastico, facendo dipendere il diritto all’istruzione solo dalla fortuna di nascere in una zona fortunata piuttosto che in una meno favorita. In tal modo mettendo seriamente in discussione uguaglianza e pari opportunità garantite dalla prima parte della Costituzione, che subisce sicuramente le conseguenze negative di una riforma che interviene in modo molto esteso e che quindi ne mette a rischio i valori ed i principi fondamentali.
La riforma approvata dal Parlamento oltre alla "devolution", propone un presidenzialismo "assoluto", che mina le basi del sistema parlamentare; annulla qualsiasi meccanismo di garanzia esistente, privando il Presidente della Repubblica di potere effettivo e aumentando i giudici di nomina politica della Corte Costituzionale; definisce un Senato federale che non corrisponde agli interessi ed alle richieste delle istituzioni territoriali; prevede un complicatissimo meccanismo di definizione delle leggi e una nuova stesura dello stesso articolo 138 di revisione costituzionale.

Poiché si tratta di referendum confermativo, non è previsto un quorum di partecipazione, quindi, l’esito del referendum sarà valido qualunque sarà la percentuale di votanti.
Questo elemento, insieme alla data non propriamente felice, potrebbe indurre molti a sottovalutare questa scadenza ed a non partecipare al voto, in tal modo producendo il rischio invece di una sua approvazione, viste le dichiarazioni del centro destra, che considera questo appuntamento un’occasione di rivalsa rispetto all’esito delle elezioni politiche.

Per questi motivi la FLC Cgil è impegnata in modo particolare in questa battaglia:

  1. "parla" a noi, per le implicazioni devastanti sugli assetti della scuola pubblica e su tutti i nostri settori, che possono derivare da una eventuale approvazione della riforma;
  2. parla di valori condivisi, alla base della nostra democrazia, che vanno rinnovati e confermati: chi se non la scuola e l’Università devono assumere come proprio compito prioritario la formazione dei giovani verso quei valori?

Roma, 8 maggio 2006