
Presentazione
dei materiali: "tutti i tagli euro per euro"
Giuseppe Casadio,
segretario nazionale della Cgil, Enrico Panini, segretario generale della Cgil
Scuola, Dario Missaglia, segretario della Federazione formazione e ricerca
della Cgil presentano alla stampa i numeri che stanno devastando la scuola
italiana.
L’attacco al diritto allo studio e alla scuola pubblica è perseguito con
tragica coerenza da questo Governo. Si taglia in termini di finanziamenti e si
taglia in termini di libertà.
La situazione della scuola italiana è stata presentata nel corso di una
conferenza stampa a Roma il 17 dicembre dalla Cgil e dalla Cgil Scuola.
Un dossier dettagliato è stato illustrato ai giornalisti per dimostrare che
dal 2002 al 2004 la scuola italiana perderà circa 1 miliardo di euro. Una
cifra spaventosa che si traduce in tagli agli organici, tagli all’offerta
formativa, tagli all’inserimento e al recupero, tagli all’edilizia e alla
sicurezza, tagli all’innovazione.
La scuola annaspa, rischia di perdere nei fatti l’autonomia che la legge le
garantisce, viene sballottata tra sperimentazioni fasulle, minacce di
regionalizzazione, smembramento dei percorsi scolastici e, come se non
bastasse, corre il rischio di vedersi imporre i libri di testo graditi dal
Governo e le commissioni per le attività antigovernative cui sottoporre gli
insegnanti che peccano di libertà di pensiero.
Contro tutto questo la Cgil, la Cgil Scuola e la Federazione formazione e
ricerca Cgil hanno annunciato una grande assemblea nazionale della scuola che
si terrà a gennaio e aprirà una nuova fase di mobilitazione e di lotta. Una
lotta anche a difesa del contratto nazionale e del suo rinnovo che, nonostante
le promesse, è ancora in alto mare.
Se la situazione non si sblocca si prevedono nuovi scioperi: su questo i
sindacati di categoria Cgil, Cisl e Uil sono d’accordo, e lo stato di
mobilitazione è stato proclamato anche dallo Snals.
Le preoccupazioni sulla scuola sono dunque diffuse e condivise da chi vive da
vicino e con senso di responsabilità questa realtà.
Ma più delle parole contano i fatti. E i fatti sono dimostrati dalle cifre
che – senza timore di smentita – rendono chiaro ed evidente il disegno del
Governo e ne svelano anche i trucchi e gli imbrogli.

Premessa
La storia di questa prima parte di legislatura per la scuola è molto
semplice: pesanti tagli e basta con l’obiettivo di portare la scuola
pubblica al declino.
Con questa pubblicazione intendiamo fornire un quadro compiuto di una
situazione per noi inaccettabile.
Ecco alcuni filoni di lettura per analizzare il materiale riportato ed
esplicitare già alcuni indicatori.
Ma quanto mi tagli?, ovvero forniamo un quadro compiuto dei tagli
operati, la cui reale entità rischia di essere sottovalutata.
Le persone sono un costo?, ovvero una indicazione delle pesanti
conseguenze dei tagli sul fare scuola di tutti i giorni (cioè, i costi
sociali di scelte economiche e politiche che ricadono sui diritti delle
persone) perché sono sempre i più deboli a pagare.
La realtà è peggiore, ovvero i tagli effettivi sono superiori a
quelli previsti perché l’effetto di strozzamento sulla spesa deprime
pesantemente l’intero.
Gli interventi occulti, ovvero le tante scelte unilaterali che stanno
spostando costantemente risorse dalla scuola statale alla scuola privata.
IL DECLINO DELLA SCUOLA PUBBLICA
L’azione del Governo e del Ministro dell’Istruzione ha avviato una
fase di forte declino della scuola pubblica.
E’ la prima volta che questo accade e ciò sta determinando insicurezza e
frustrazione fra i lavoratori della scuola e nel Paese.
Contro queste scelte la Cgil vuole rafforzare in modo deciso la forte
iniziativa già messa in campo per presidiare e valorizzare la scuola di
tutti.
1. L’azzeramento
Fin dall’insediamento il Governo ed il Ministro hanno proceduto ad un
sistematico azzeramento delle riforme e degli stessi principi costitutivi
della normativa ancora vigente introdotta nella passata legislatura.
Così la discontinuità diventa un valore da perseguire in sé, segno evidente
di mancanza di senso dello Stato.
L’azzeramento si realizza anche attraverso operazioni che mirano a:
- reintrodurre assetti organizzativi ispirati ad un forte controllo
centrale;
- una forte limitazione dell’autonomia dei centri di spesa regionali;
- la sostituzione del 50% dei direttori generali, quindi, il loro
condizionamento nelle scelte relative alla gestione.
2. Manca il senso dello Stato
Ci riferiamo alla non applicazione di leggi vigenti.
Mentre la Legge 9/’99 prevede l’assolvimento dell’obbligo scolastico
nelle scuole statali, le recenti Intese con alcune regioni ne consentono l’assolvimento
nel sistema di formazione professionale prevista.
I giudici hanno sospeso tali intese ritenendole illegittime. E i ragazzi
iscritti ai corsi professionali ritenuti illegittimi?
In sostanza mentre non si applicano le leggi che ci sono si attuano le
proposte di legge!
3. La scuola privata prima di tutto
Il sostegno alle scuole private e paritarie è costante e spesso è
sostenuta da una interpretazione unilaterale delle norme.
La scuola privata è destinataria di notevoli ulteriori privilegi: viene
sempre ricompresa tra le iniziative di formazione e di potenziamento dell’offerta
formativa destinate negli obiettivi e nelle risorse finanziarie alla scuola
statale.
Alcuni provvedimenti favoriscono oggettivamente la scuola privata:
- la modifica della riforma dell’esame di Stato, di fatto propedeutica
all’abolizione del valore legale del titolo di studio;
- la riduzione degli spazi dell’innovazione didattica e dell’autonomia
nelle scuole statali e, in casi non marginali, dello stesso diritto allo
studio mediante la riduzione degli organici.
4.La scuola privata tra il buono scuola ed il credito
d’imposta
La strada del buono scuola è stata affidata alle leggi regionali
"dimenticando" che la nostra Costituzione impone misure che
assicurino un’effettiva uguaglianza e prevede aiuti alle famiglie più
disagiate per rendere effettivo il diritto allo studio prescindendo dal tipo
di scuola frequentata.
I tempi lunghi delle leggi regionali e le loro diverse impostazioni hanno
fatto scegliere recentemente come valida integrazione la detrazione d’imposta
che, stabilita a livello nazionale in maniera omogenea, assicura uniformità
di trattamento sul territorio nazionale per tutte le scuole private.
5. Il superamento della solidarietà
Per la prima volta ci troviamo esplicitamente di fronte ad una scelta
politica di forte riduzione della funzione di coesione sociale del servizio di
istruzione.
Viene considerato addirittura ovvio il fatto che una parte della popolazione
sia condannata alla marginalità sociale.
Lo studio è un diritto ma non c’è più né l’obbligo a perseguirlo né
il dovere a garantirlo: questo viene indicato come un punto essenziale per
mettere l’Italia a livello degli altri paesi europei.
L’istruzione diventa così un servizio alla persona, a domanda individuale.
Sono le stesse posizioni sostenute da Confindustria nel Convegno di Parma del
2001.
6. Il personale della scuola
L’obiettivo è quello di abbandonare il regime contrattuale con un nuovo
stato giuridico degli insegnanti definito per legge.
Si persegue l’obiettivo di incentivare la cultura corporativa. Da un lato si
mira a spezzare l’unitarietà del profilo professionale degli insegnanti,
con figure sovraordinate gerarchicamente e, dall’altro, si vuole dare vita
ad un ordine professionale con il quale interloquire da posizioni di forza.
Gli ata sono, nelle politiche ministeriali, niente altro che un’utile fonte
di risparmio e di assegnazione a privati di funzioni svolte dalla scuola.
7. L’autonomia professionale e la libertà di
insegnamento
Gli interventi limitativi della libertà di insegnamento sono, purtroppo,
all’ordine del giorno e la risoluzione sulla presunta parzialità dei libri
di storia, approvata pochi giorni fa alla Camera, è solo l’ultimo episodio
in ordine di tempo.
Le cronache sono piene di interpellanze parlamentari contro docenti e
dirigenti, di numeri telefonici istituiti per raccogliere denuncie circa
presunti comportamenti antigovernativi del personale della scuola.
Tutto si giustifica con la libertà di scelta del singolo, quindi come diritto
della persona di scegliere il tipo di istruzione che preferisce. Il ruolo
dello Stato è quello di assicurare la libera scelta della persona, si vuole
far dimentica che la libertà d’insegnamento è prevista e protetta dalla
Costituzione, proprio per evitare che la cultura e la scienza possano
appartenere a governi e a maggioranze.
8. L’autonomia scolastica
L’autonomia della scuola è l’unico elemento del precedente assetto che
non viene messo in discussione.
Ma ciò solo nelle dichiarazioni.
Nulla si è fatto dal punto amministrativo e legislativo per potenziarne i
suoi contenuti, anzi, l’uso dell’autonomia è ricondotto alla pura sfera
del disbrigo delle pratiche burocratiche.
A ciò si aggiungono profondi contrasti con il sistema delle Regioni e delle
autonomie locali, anche al di là dell’orientamento delle maggioranze che le
governano.
D’altronde l’obiettivo della gestione integrata fra scuole e autonomie
locali non appartiene né alla cultura né alle politiche del Governo.

I tagli
della Finanziaria per il 2003
Gli elementi principali che si registrano sono i seguenti:
- 300 milioni di euro in meno nella dotazione finanziaria di previsione del
MIUR (è la prima volta che questo accade).
- Non ci sono risorse specifiche per i rinnovi contrattuali degli
insegnanti e del personale Ata, nonostante che gli indirizzi del Governo
all’Aran per il rinnovo contrattuale del personale docente, recentemente
formulati, indichino come obiettivo le retribuzioni europee.
- Non ci sono risorse specifiche neanche per i Dirigenti scolastici, dal
2000 in attesa del riallineamento retributivo con l’altra dirigenza
statale, e che nel precedente contratto hanno avuto specifiche risorse a
ciò destinate.
- Si registra una costante diminuzione delle risorse a disposizione delle
scuole per la Legge per il potenziamento dell’offerta formativa ( legge
440/97).
- Si riducono drasticamente gli organici (consistente il contenimento dei
posti di sostegno), sia per effetto del taglio vero e proprio sia come
effetto di altre misure (per es.: saturazione delle cattedre a 18 ore).
- Saturazione a 18 ore degli orari di cattedra inferiori: non è stimato il
risparmio ma la riduzione degli organici sarà consistente.
- Con la riduzione dei posti di personale si finanzia l’introduzione del
credito d’imposta per la frequenza di scuole private nel 2003 (pari a 90
milioni di euro nel triennio) e si cedono a privati servizi che riguardano
il funzionamento della scuola (es.: servizi di pulizia, vigilanza dei
locali scolastici).
- Scompaiono i 60 miliardi già stanziati nei precedenti documenti
finanziari per l’edilizia scolastica.
- Possibile licenziamento di personale docente inidoneo collocato fuori
ruolo.
- Taglio di 27.700 posti ATA, di cui il 6% degli attuali collaboratori
scolastici, entro il 2005.Solo per effetto dei tagli è previsto per il
2004 un aumento del salario accessorio di 39 milioni di euro, di 58 per il
2005 e di 70 per il 2006.
- Cancellata la previsione di spesa di 35 milioni di euro per l’autoaggiornamento
dei docenti.

Si taglia alla
scuola pubblica
per dare alla scuola privata
L’aumento delle risorse a favore della scuola privata è costante.
Anno 2002.
535 milioni di euro pari a circa 1.070 miliardi di lire.
L’aumento dei contributi per le scuole private, rispetto al 2001, è pari
a circa 51 milioni di euro, cioè circa 100 miliardi di lire, di cui :
- 6.197.482 milioni di euro ( pari a circa 12 miliardi di lire) provenienti
dalle risorse della Legge 440 per le scuole statali per l’anno 2002. Le
risorse sono state utilizzate, in realtà, per dare contributi alle scuole
private senza alcun criterio di trasparenza e di legittimità anche
contabile.
Anno 2003
565 milioni di euro pari a circa 1.130 miliardi di lire
Alle somme in bilancio si aggiungono:
- risorse 440 per anno 2003, ancora da quantificare, ma in logica di
progressione rispetto al 2002;
- credito d’imposta di 90 milioni di euro per la frequenza nelle scuole
private.
Formazione
Nel 2002, per la prima volta, dopo l’accordo integrativo per l’utilizzo
delle risorse finanziarie 2002, il Ministro decide con propria Direttiva (n.74
del 27 giugno 2002) che le iniziative di formazione organizzate per il "...
personale delle scuole statali sono aperte anche al personale delle scuole
paritarie".
Siamo in presenza di una evidente violazione dell’accordo contrattuale e di
un uso di risorse contrattuali improprio.
Recentemente, con la Circolare del 3 dicembre 2002, gli interventi
formativi finalizzati ad ampliare le competenze informatiche e tecnologiche
vengono estesi :
- agli insegnanti di religione cattolica, equiparati con circolare al
personale "docente di ruolo";
- al personale delle scuole private.
Siamo quindi in presenza di una duplice fonte di finanziamento per la scuola
privata:
- i fondi annualmente stanziati, che sono in costante aumento;
- l’uso di risorse destinate alla scuola statale.

Le ricadute
dei tagli: gli organici
Gli effetti del taglio degli organici (almeno 40.000 docenti e 35.000 Ata)
sono molto pesanti:
- abbassamento della qualità dell’offerta formativa della scuola
- funzionamento didattico limitato
- depotenziamento dell’autonomia senza risorse finanziarie e di
personale.
Il Ministro si è impegnato a ridurre del 15% la spesa per il personale della
scuola.
La questione che emerge ormai in modo evidente è una chiara strategia: la
riduzione d’organico da manovra di contenimento della spesa, tipica di tanti
precedenti governi, diventa strumento funzionale alla riduzione dell’offerta
formativa del sistema pubblico.
Sintesi degli effetti già prodotti dai tagli nell’anno
scolastico in corso
|
SCUOLA
DELL’INFANZIA |
Pur non avendo effettuato riduzioni di personale, visto il
persistente fenomeno delle liste d’attesa, si è bloccato il
processo di espansione, che è sempre stata assicurata DA tutti i
Governi negli anni scorsi.
Il blocco degli organici ha impedito di compensare le perduranti dismissioni
del servizio da parte di enti locali e gestori privati.
In molte situazioni sono tornate o sono aumentate le liste di
attesa.
Diffusamente si sono formate sezioni oltre i 25 alunni, fino a
28 e oltre.
Non sono stati previsti nemmeno posti aggiuntivi per la diffusione
dei modelli di qualità previsti da un Decreto del 2001 (D.M.
91/2001).
In moltissime province, sono venute meno iniziative progettate dalle
scuole contro la dispersione scolastica e per l’integrazione degli
alunni stranieri.
In molte situazioni non è stato possibile, rispondere alla
richiesta sociale di prolungamento orario oltre le 40 ore settimanali.
In alcune situazioni si è tornati a modelli di funzionamento antimeridiani. |
|
SCUOLA ELEMENTARE |
Il contenimento dei posti è stato realizzato riducendo gli
specialisti di lingua straniera, i progetti e il tempo pieno.
L’insegnamento della lingua straniera, con insegnanti
specialisti, è stato completamente eliminato dal primo ciclo e ridotto
nel secondo.
Le nuove richieste di tempo pieno quasi ovunque non hanno
trovato risposta.
Sono state ridotte le prosecuzioni di esperienze di tempo pieno
già esistenti.
Sono stati eliminati progetti contro la dispersione e per l’integrazione
degli alunni stranieri.
E’ aumentato diffusamente il numero degli alunni per classe,
anche oltre il limite di 25.
Sono tornate le pluriclassi, anche con più di 15 alunni per
classe.
Sono stati azzerati i posti per l’alfabetizzazione degli adulti. |
|
SCUOLA MEDIA |
Le nuove richieste di tempo prolungato sono state negate.
E’ stata ridotta anche la prosecuzione di quello esistente.
Sono state formate diffusamente classi oltre i 25 alunni (fino a 27
e oltre).
Sono stati eliminati i progetti.
Sono stati fortemente ridotti gli spazi di flessibilità e di
contemporaneità docente. |
|
SCUOLA SUPERIORE |
Sono state formate molte classi oltre i 25 studenti (fino a 28,
29 e anche oltre).
Molti indirizzi richiesti non sono stati attivati.
Sono già stati eliminati quasi tutti progetti. |
Ulteriori effetti della legge finanziaria 2003 sulla
scuola secondaria
La Legge Finanziaria 2002 aveva già previsto che gruppi di ore rimasti
liberi (gli spezzoni) fossero utilizzati prioritariamente per costituire posti
di insegnamento a 18 ore.
Con la Finanziaria 2003 si arriverà anche a scindere gli insegnamenti
costitutivi delle cattedre così come previsto dagli ordinamenti.
Conseguenze:
- aumento del numero di docenti che opereranno nelle singole classi;
- polverizzazione degli interventi didattici;
- diversa composizione dei consigli di classe per classi parallele nella
stessa scuola, con conseguente disparità nella valutazione dei ragazzi.
Molte cattedre, in particolare quelle esterne, sono state già disaggregate e
si sono formati moltissimi spezzoni orari (ben 208.575).
Questa operazione ha provocato:
- aumento dei perdenti posto e dei soprannumerari;
- aumento delle situazioni di discontinuità didattica;
- aumento e una frammentazione del precariato.
I perdenti posto nella scuola media sono passati da 2.853 dell’a.s.
2001/2002 a 3.634 nel 2002/2003, nella secondaria superiore da 2.153 nel
2001/2002 a 2.805 nel 2002/2003.
Organici ATA
Dopo avere già tagliato oltre 20.000 posti lo scorso anno (DM n. 128 del
27-7-2001), nella Finanziaria per il 2003 si prevede un ulteriore taglio di
altri 12-13.000 posti nel prossimo triennio.
Inoltre:
- si interviene sulle funzioni che dovrebbero svolgere i collaboratori
scolastici, attribuendo a tale personale competenze che oggi sono in capo
agli Enti Locali;
- si restituisce ai ruoli di provenienza il personale certificato dai
collegi medici parzialmente inidoneo e per questo collocato fuori
organico;
- si taglia il personale delle scuole, ma si aumentano i carichi di lavoro
e le funzioni. Tra l’altro, tutto ciò interviene illegittimamente su
materie che attengono al contratto di lavoro e alla contrattazione.
Risultato: si assisterà ad un peggioramento della qualità di tutti i servizi
di supporto amministrativo, tecnico e ausiliario.

Le ricadute dei tagli: edilizia scolastica
Anno 2001 : stanziati 60 miliardi lire.
Anno 2002 : stanziati 0 euro
Anno 2003 : stanziati 10 milioni di euro (pari a 20 miliardi di lire)
La Legge 11 gennaio 1996 n.23 finanziava con 60 miliardi annui l’adeguamento
degli edifici scolastici.
Con la Legge Finanziaria 2002 sono scomparsi i 60 miliardi già stanziati nei
precedenti documenti finanziari sia per il 2001 che per il 2002.
Dopo la tragedia della scuola di San Giuliano, nella Finanziaria 2003 è stato
inserito un fondo di 10 milioni di euro, pari a 20 miliardi di lire, al posto
dei 60 miliardi già previsti.
Il decreto del Ministro dell’Economia (29 novembre 2002) taglia anche le
risorse destinate alla realizzazione dell’anagrafe dell’edilizia
scolastica.
1. Il quadro
Nelle 10.824 scuole statali dislocate in 41.328 edifici – comprese le
sedi staccate, le succursali, ecc. – studiano e lavorano circa 9 milioni di
persone.
2. Gli incidenti a scuola: un fenomeno decisamente in
crescita
Una recente statistica INAIL mette in evidenza che nelle nostre scuole sono
in aumento gli infortuni degli studenti. Gli infortuni riconducibili
direttamente o indirettamente all’ambiente di lavoro rappresentano il 32,5%
del totale
|
Agente materiale |
Maschi |
Femmine |
Totale |
|
Ambiente di lavoro |
10.200 |
6.055 |
18.255 |
|
Materiali, sostanze |
6.885 |
7.504 |
14.389 |
|
Persone, animali ecc. |
3.256 |
1.280 |
4.646 |
|
Parti meccaniche |
577 |
391 |
968 |
|
Attrezzi, utensili |
535 |
340 |
675 |
|
Altri agenti materiali |
445 |
350 |
795 |
|
Totale |
21.306 |
17.920 |
38.828 |
|
Non determinato |
9.085 |
7.088 |
16.183 |
|
In complesso |
30.993 |
25.016 |
56.011 |
3. Gli edifici scolastici e il loro stato
Solo il 42,98% delle scuole censite possiede il certificato di
agibilità statica dell’immobile (in Sardegna il 15,5%).
Gli edifici che ospitano le nostre scuole non sempre erano destinati ad uso
scolastico, infatti il 17% degli edifici sono stati riadattati.
Solo il 42,65% delle scuole possiede il certificato di agibilità
igienico sanitaria.
Solo il 26,79% possiede il certificato prevenzione incendi.
Solo il 63,04% delle scuole sono dotate di scale di sicurezza, mentre le
scuole che hanno porte antipanico sono il 79, 35%.
Sono state oggetto di visita ispettiva 4633 scuole (48,31%) e sono stati
redatti verbali in 2712 istituti (58,54%) di cui a carico dei dirigenti
scolastici 590 (21,76%) e ben 2450 (90,34%) a carico degli enti locali
proprietari degli immobili.

Le ricadute dei tagli: sostegno agli alunni disabili
Risorse
Nell’anno 2001 sono stati spesi 35 miliardi di lire su un totale di
125.848 alunni disabili.
Nel 2002 sono stati spesi circa 8 miliardi di lire (4.169.000 euro) su un
totale di alunni disabili pari a 134.591.
Insegnanti di sostegno
| |
Anno 2000/2001 |
Anno 2001/2002 |
| tempo determinato |
28.281 |
19.023 |
| tempo indeterminato |
37.334 |
43.356 |
| Totale |
65.615 |
62.379 |
Riduzione dei posti di sostegno nell’anno scolastico 2001/2002: 3.234 a
fronte di un aumento di circa 10.000 alunni disabili.
Integrazione alunni handicappati
Si sono formate classi numerose (21–25 alunni e oltre) con l’inserimento
di alunni handicappati.
In molti casi si è tornati all’inserimento di due o più alunni
handicappati per classe, anche in presenza di classi numerose.

Si
riducono le risorse alle scuole autonome
(Legge 440/’97)
La diminuzione delle risorse per le scuole previste dalla Legge per il
potenziamento dell’offerta formativa (Legge 440/97) è costante.
Anno 2001: L. 501.273.000.000.
Anno 2002: € 225.728.771,00 (circa 450 miliardi di lire).
Registriamo, pertanto, un taglio del 12,81% rispetto al 2001.
Anno 2003: € 214.060.000 (circa 430 miliardi di lire)
Anno 2004: € 198.730.000 (circa 400 miliardi di lire)
Ma la riduzione di risorse alle scuole non termina qui.
Nell’anno 2001 vengono stanziati circa 32 miliardi per progetti
nazionali.
Nell’anno 2002 si stanzia apparentemente per il livello centrale
una somma analoga ma:
- alcune attività (biblioteche, progetto lingue 2000, ecc.) si eliminano;
- altre vengono ridotte.
Se ne avvantaggiano:
- il Servizio per la Comunicazione che passa da 4 a 15 miliardi (per la
divulgazione di una riforma né operativa, né approvata dal Parlamento
nell’anno in corso);
- la scuola privata i cui finanziamenti passano da 1 miliardo di lire del
2001 a 12 miliardi nel 2002 (6.197.000 di euro).
Gli stanziamenti per tutte le altre attività previste dalla legge 440 sono
state mediamente diminuite del 10% .
PROSPETTO RIEPILOGATIVO
I seguenti importi si riferiscono ai progetti che saranno seguiti dall’amministrazione
centrale
|
Riepilogo iniziative finanziate |
2001 (lire) |
2002 (eruro) |
|
Formazione lingue 2000 |
1.500.000 |
0,00 |
|
Insegnamento storia e filosofia |
500.000.000 |
0,00 |
|
Attività orientamento |
500.000.000 |
206.000,00 |
|
Gestione protocollo intesa |
3.000.000.000 |
0,00 |
|
Progetti qualità |
1.000.000.000 |
516.926,00 |
|
Attività derivanti Accordo progr.quadro |
8.000.000.000 |
0,00 |
|
Monitoraggio pof |
2.000.000.000 |
|
|
Monitoraggio indire |
11.000.000.000 |
|
|
Progetto musica |
1.500.000.000 |
671.638,00 |
|
Gestione scuole paritarie |
1.000.000.000 |
6.197.482,00
(circa 12 miliardi) |
|
Fondo interventi perequazione handicap |
350.000.000 |
|
|
Progetto sport |
4.000.000.000 |
1.858.999,00 |
|
Iniziative nazionali progetti per studenti |
1.000.000.000 |
453.200,00 |
|
Sistema formativo integrato(ifts-obbligo formativo e adulti) |
131.471.000.000 |
61.510.000,00 |
|
Monitoraggio riorganizzazione servizi |
1.168.000.000 |
0,00 |
|
Progetto scienze |
1.000.000.000 |
464.926,00 |
|
Progetto biblioteche |
500.000.000 |
0,00 |
|
Attività servizi comunicazione |
4.000.000.000 |
7.746.853,00 |
|
|
171.990.500.000 |
79.626.024,00 |
Precariato ed
immissione in ruolo
1) Decreto legge 3 luglio 2001 n. 255 convertito nella
legge 20 agosto 2001 n. 333
Allontanamento dalle nomine in ruolo del 2001 e dalle supplenze annuali di
oltre 10.000 docenti con più esperienza nella scuola pubblica e loro
sostituzione con i docenti della scuola privata o con neolaureati ( all’incirca
1 ogni 6).
"Salta" buona parte del regolamento di nomina predisposto (D.M.
201/2001) e di conseguenza le nomine senza regole pubbliche note, ma solo in
base a istruzioni agli uffici.
Aumento del contenzioso.
Blocco delle assunzioni in ruolo.
Aumento del numero complessivo degli insegnanti precari e perciò con più
instabilità a seguito del mancato turn over su circa 19.000 pensionamenti
(2002).
2) Decreto legge 25 settembre 2002 n. 212 convertito
nella legge 22 novembre 2002 n. 268 (e ordini del giorno allegati)
Riconversione obbligatoria dei docenti soprannumerari. Circa 7.000 docenti
vengono minacciati di messa a disposizione e successivo licenziamento nel caso
in cui la loro condizione di soprannumerarietà perduri.
Impossibilità di sdoppiare le classi ad anno scolastico iniziato con
conseguente aumento del numero di alunni per classe e per insegnante.
3) Disegno di legge n. 2840 approvato dalla Camera
dei Deputati il 3 dicembre 2002
Istituzione di due ruoli di insegnamento della religione cattolica, per
scuola secondaria e per scuola materne ed elementare .
Comporta l’istituzione di circa 20.000 posti per l’assunzione in ruolo
degli insegnanti di religione, con un onere di spesa di 7.418.903 euro nel
2003 e 19.289.150 euro nel 2004.
Lo Stato assume in ruolo sulla base di una idoneità discrezionale rilasciata
dall’ordinario diocesano, vale a dire da parte di un organo non pubblico e
non soggetto al diritto pubblico.
L’onere di spesa per il primo concorso sarà di 261.840 euro per l’anno
2003
I docenti di religione pertanto, assunti da un organismo non pubblico,
potranno spostarsi nel sistema pubblico a piacimento sulla base delle norme
comuni agli latri docenti. Lo Stato si fa carico anzi della ricollocazione di
coloro che dovessero considerarsi inidonei nel corso della loro carriera.

Arriva il Decreto
tagliaspese
Il Decreto taglia spese riduce di:
- 805 milioni di euro sulla competenza distribuiti su tutti i capitoli di
spesa, (questa scelta rende impossibile l'assunzione di impegni per la
cifra accantonata);
- 1034 milioni di euro sulla cassa distribuiti su tutti i capitoli di spesa
(che impediscono l'utilizzo delle giacenze di cassa).
Il contestuale intervento su competenza e cassa, oltre a limitare gli impegni
di spesa, determinerà una evidente ingovernabilità economica di tutto il
sistema articolato in Miur, Direzioni Regionali, Csa e scuole autonome.
Esclusi dal taglio solo le risorse destinate alla scuola privata.
Esempi più eclatanti, sul livello dell’amministrazione centrale:
- 126 milioni di euro (circa 240 miliardi) di tagli del capitolo destinato
alla retribuzione accessoria del personale della scuola
- 3 milioni di euro (circa 6 miliardi) di tagli al capitolo destinato alle
spese per aggiornamento docenti.
- 3 milioni di euro (circa 6 miliardi) per i sussidi ai comuni del
mezzogiorno per arredi scolastici.
- 30 milioni di euro (circa 60 miliardi) di tagli al capitolo destinato
alla formazione professionale nelle aree depresse.
- 12 milioni di euro (circa 24 miliardi di lire) destinate alla formazione
per adulti.
In ogni caso le sofferenze maggiori riguarderanno:
|
Funzionamento amministrativo/didattico |
per euro 56.000.000 |
|
Igiene sicurezza |
per euro17.800.000 |
|
Subentro appalti |
per euro 41.000.000 |
|
IFTS/EDA |
per euro 61.000.000 |
|
Terziarizzazione |
per euro 29.000.000 |
|
Formazione/aggiornamento |
per euro 44.000.000 |
|
Interventi alunni disabili |
per euro 9.160.000 |
Dopo il Decreto risultano "bloccate" queste spese e tutte le
Direzioni Regionali, senza eccezioni, non potranno emettere titoli per quel
che riguarda:
- La formazione per il personale della scuola
- Il funzionamento didattico amministrativo (spese per il funzionamento
degli uffici, utenze, tassa rifiuti, materiale per i laboratori, III Area,
libri riviste, viaggi d’istruzione e missioni ai docenti accompagnatori
ecc).
- Gli interventi a favore degli alunni handicappati compresa la formazione
dei docenti
- I contratti per gli appalti di pulizie.
- I contributi per la terziarizzazione.
- L’acquisto di attrezzature scolastiche comprese le dotazioni librarie.
Il taglio sul funzionamento didattico e amministrativo si tradurrà in una
maggiore spesa per le famiglie degli studenti.
Le scuole, per poter garantire il livello e la qualità delle attività e
delle esercitazioni didattiche, saranno costrette ad aumentare le tasse di
iscrizione e i contributi di laboratorio.

|