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ONOREVOLE GELMINI
Bando ai convenevoli! Non la chiamiamo gentile, sia per non offendere il
suo illustre predecessore, sia perchè nelle sue esternazione dell'ultima ora
non troviamo nulla di garbato, malgrado i suoi modi e i suoi sorrisi!
Ma si sa, il diavolo veste Prada!
Riteniamo che le notizie di questi ultimi giorni siano veramente
ALLARMANTI!
E che le piaccia o no, vogliamo esprimerle L'ENNESIMA VOLTA tutto il nostro
disappunto (per usare un'espressione politicamente corretta che eviti
ULTERIORMENTE la censura dei media a lei collusi!).
In una nostra lettera al Presidente della Repubblica avevamo già
denunciato il nostro sdegno verso gli attacchi “razzisti” che gli
esponenti politici della Lega avevano sferrato contro i docenti del Sud.
A distanza di un mese la storia si ripete, e questa volta parole razziste
vengono pronunciate proprio da chi, in qualità di Ministro dell’Istruzione,
dovrebbe essere portatrice di messaggi di coesione e giustizia sociale.
Qualche tempo fa lei ha dichiarato che le tremano le gambe per il ruolo che
riveste, e sa perché?
Perché con le sue gravissime affermazioni, per niente mitigate dalle
"comode" smentite, ha dimostrato di non essere all'altezza del
prestigioso ruolo di Ministro della Repubblica Italiana UNITA!
Le sue smentite, infatti, ci dimostrano che, oltre che ignoranti, ci ritiene
stupidi, se vuol farci credere che i "corsi intensivi" da lei
ipotizzati fossero rivolti alle strutture. Per fortuna i video parlano chiaro!
Ci complimentiamo inoltre per come riesce a dire tutto e il contrario con
una disinvoltura invidiabile!
Ha iniziato il suo mandato sciorinando indagini Ocse, che continua ad
"interpretare liberamente" per suo comodo, dicendo di non volere
"riformare" ma applicare meglio, PER AVERE UNA SCUOLA DI QUALITA'
FONDATA SUL MERITO!
Bene, in base a quelle indagini, lei sta livellando verso il basso le uniche
cose buone che avevamo (primaria e sostegno, nello specifico), malgrado avesse
affermato che ciò che funziona non sarebbe stato toccato.
Non sta riformando, si sta abbattendo come uno tsunami sulla scuola pubblica,
con una marcia indietro SENZA PRECEDENTI!
Sta togliendo tutto alla scuola, compresa l'anima, con la sua caccia alle
streghe, dove le streghe sono la pedagogia e la didattica.
E lei, che è stata nominata Ministro senza avere alcun merito e competenza
in materia di scuola, forse per riscattare un passato "inoperoso",
si sta dando veramente da fare.
Voto in condotta, grembiule, ritorno al maestro unico: se fossi in lei
rivaluterei le bacchettate, penna e calamaio). E giustifica questo tornado
involutivo e la sua mancanza di inventiva citando Verdi!
Si guarda bene dal citare Visalberghi, Frabboni, Pontecorvo, malgrado più
attinenti al settore, sia perché non li conosce, sia perché - a suo avviso-
sono rei di averle segnato il percorso scolastico (POVERA STELLA SEGNATA DA
UNA SCUOLA DEMOCRATICA!).
A proposito di maestro unico: appena un mese fa affermava "spero non
doverci ritornare", riconoscendo velatamente la gravità di tale
decisione; oggi, trionfante, lo annovera tra le sue conquiste!
E, parlando di meritocrazia, lascia noi insegnanti precari (che al contrario
di molti politici abbiamo il MERITO di essere preparati e l'esperienza
necessaria per svolgere il nostro lavoro) a lavare scale, o vivere di qualche
lavoretto occasionale RIGOROSAMENTE IN NERO!
Del resto, dagli ultimi rapporti sull'iva sembra che l'evasione fiscale si
sposi bene con questo governo che taglia sui servizi minimi, scuola, sanità,
sicurezza, ed elargisce soldi a destra e manca per garantire le tasche di chi
sta già bene!
Ma torniamo a parlare di scuola, la "pesante macchina" per la cui
manutenzione non ci sono soldi perché il "97% dei fondi se ne vanno in
stipendi", come lei ripete SEMPRE (quando lo dice viene ormai spontaneo
assicurarsi che alle sue spalle non si erga l’ombra del nostro Tremonti!).
Pensi: i fondi della scuola Italiana coprono appena gli stipendi, seppur
inferiori della metà di quelli dei colleghi europei!
E certo non siamo il doppio degli insegnanti!
Lei ritiene GRANDI COMPETENZE il "leggere, scrivere e far di
conto", che già nel '72 il rapporto Faure definì NUOVO ANALFABETISMO!
Ma, del resto, solo lei che lavora 15 ore al giorno per "inventare"
la scuola di 80 anni fa e che vede bambini forse solo al bar, può pensare che
questo possa bastar loro!
Un bambino di 3 anni oggi gioca già con i computer, ti risponde a tono e
canta in inglese!
E a volte ci sentiamo ridicoli quando a sei anni somministriamo schede sui
prerequisiti (seppur importanti) "sopra/sotto, dentro/fuori", che
spesso hanno fatto per 6 anni tra nido e scuola dell'infanzia!
E ricordi, Ministro: se lei non capisce la frase padroneggiare gli
strumenti espressivi ed argomentativi indispensabili per gestire l’interazione
comunicativa verbale in vari contesti, non vuol dire che non abbia senso!
Non cercate allora, lei o l'onorevole Bossi, che non è tanto più
disinformato di lei, di cercare giustificazioni "pedagogiche" a
quello che state facendo!
State solo battendo cassa!
I bambini non hanno bisogno di "un punto di riferimento" (se ogni
giorno ci denigrate come potremmo diventarlo?). Hanno bisogno di una scuola
PUBBLICA che sia autorevole e che funzioni.
E per funzionare ci vogliono soldi!
Non hanno bisogno di una scuola dove, per imparare che siamo tutti uguali,
debbano indossare un grembiule!
Quando poi uscirà, che cosa farà chi veste o la pensa diversamente? Il
cecchino?
Affermava Bettelheim, quando lo si rimproverava che le fiabe sono spesso
cruente e dovevano essere censurate, che il mondo è cruento!
Bisogna educare il bambino alla realtà che c'è, non costruirne una fittizia
migliore!
È poi nella magia delle parole, nella presenza rassicurante di chi racconta,
e nella speranza del lieto fine che si educa.
Solo Lei può pensare che la giustizia sociale sia attuabile mediante l’uso
di divise!
Poco importa se un ragazzino del nord insulta un coetaneo chiamandolo “terrone”.
Questo come lo chiama lei, bullismo o razzismo?
Lei vuole sconfiggere il bullismo proponendo un 5 in condotta, ma nel contempo
offre un mero esempio di come sia possibile essere incivili e
anticostituzionali usando parole a dir poco disdicevoli.
Le sue parole, infatti, generano pregiudizi, e questi a lungo andare si
consolidano e si trasmettono da una generazione all’altra sfociando in quei
comportamenti che lei definisce bullismo.
Il bullismo non è fatto solo di atti fisici violenti, ma anche di offese
verbali, criticismo scorretto, insulti e soprannomi offensivi: atteggiamenti
che da due mesi si verificano puntualmente bersagliando un’ intera classe di
seri professionisti.
E’ bene che sappia che i bambini non nascono bulli, ma spesso imparano a
comportarsi da bulli grazie agli atteggiamenti e al modo di fare di genitori,
fratelli, coetanei o di altre figure adulte che magari vedono in TV.
Inoltre etichettare e bocciare un bambino (il bullismo si sta verificando già
all’interno delle classi della scuola primaria) o un ragazzino è
controproducente: significa tagliarlo fuori dalla società e generare futuri
delinquenti.
E allora continuate per la vostra strada, consapevoli che nessuno potrà
fermarvi, ma sappiate che al di là delle parole di circostanza, chi ha un
minimo di competenza sa che quella che ci state propinando è una scuola
"economica", non di qualità! E anche i genitori se ne stanno
accorgendo.
Sappiamo che non risponderà a questa lettera; lei finora ha risposto solo
sugli argomenti "convenienti". Del resto, come afferma il
PEDAGOGISTA onorevole Fini (che un po' mi ricorda il MAESTRO ELEMENTARE
Mussolini), noi, in qualità di impiegati statali, non dovremmo poter
esprimere le nostre idee né tanto meno diffonderle!
Ma desideriamo che lei sappia che noi insegnanti siamo armati di cervello e
cultura e non abbiamo paura di usarli!
E ricordi infine che non è il ’68 la "metastasi della nostra
società", ma gli atteggiamenti dei potenti, la loro bramosia di potere,
gli esempi scellerati di come ci si arricchisce a danno dei più deboli, la
non tutela da parte dello Stato dei propri cittadini, il vedersi privati dei
diritti fondamentali: il lavoro ed una vita dignitosa.
Concludendo: noi che entriamo in classe con sicurezza, perché sappiamo
quello che facciamo e soprattutto sappiamo di farlo bene, la invitiamo,
passata l'ubriacatura di potere che le dà sedere su quella poltrona, a fare
qualcosa di veramente buono, per sé stessa e per la Repubblica Italiana.
CAMBI LA SUA POLITICA, SI OCCUPI DI RISOLVERE I PROBLEMI REALI DELLA SCUOLA
SENZA INSULTARNE GLI OPERATORI, OPPURE SI DIMETTA SUBITO!
Solo così potrà cancellare con eleganza intellettuale, non quella dei suoi
graziosi tailleur, la gravità delle sue affermazioni. A meno che la politica
di questo governo non miri a portare agli estremi il divario tra nord e sud e
strumentalizzi la scuola a tale scopo.
In attesa di buone e sensate notizie!
23 agosto 2008
FORUM PRECARISCUOLA (http://precariscuola.135.it)
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