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28/3/2000 - Docenti scuola media Negrar Contestazione spontanea C.C.N.I. - Funzioni Obiettivo Un gruppo di insegnanti della Scuola Media Statale di Negrar, esprime il proprio disappunto per il modo in cui sono state gestite le attribuzioni delle "funzioni obiettivo" destinate alle scuole. Nella nostra scuola le "figure obiettivo" secondo il nuovo contratto dovevano essere tre, ma nel corso dell’anno scolastico sono diventate cinque. Sappiamo che in altre scuole non sono state individuate, e talvolta rifiutate per protestare contro il contratto nazionale integrativo. Conseguentemente a questi rifiuti i Provveditorati, e presumibilmente i sindacati firmatari il Contratto, hanno ridistribuito le cariche rimaste fra le scuole che le avevano accettate, per dimostrare la marginalità della protesta. Nonostante tutto più di 100 "funzioni obiettivo" non sono state attribuite nella nostra provincia. Purtroppo in questo tranello siamo caduti anche noi, nel momento in cui abbiamo accettato le funzioni obiettivo che non ci spettavano. La Scuola della Autonomia ha bisogno di conoscere all’inizio dell’anno l’esatto ammontare delle sue risorse per attuare i Progetti inerenti al Piano didattico formativo della scuola. Le scuole non hanno bisogno, di incertezze, pressappochismi ed articoli contrattuali che dividono i Collegi Docenti. Seguono 20 firme Verona 18 aprile 2000 Ho ricevuto via e-mail il vostro documento dello scorso 12 aprile nel quale "esprimete disappunto per il modo in cui sono state gestite le attribuzioni delle "funzioni obiettivo" destinate alle scuole. Al riguardo ritengo doverosa e corretta nei vostri confronti una risposta ed alcune precisazioni. 1- Il contratto (art. 28) definisce un monte risorse complessive pari a 50.000 "funzioni obiettivo" a livello nazionale, con due precisazioni: a) "Salva la possibilità di elevare tale numero in sede di contrattazione integrativa nazionale qualora siano acquisite ulteriori risorse espressamente destinate all’istituto contrattuale" (comma 4); b) "Le istituzioni scolastiche possono, nel caso non attivino le funzioni obiettivo, utilizzare nell’anno scolastico successivo, con stessa finalità, le risorse assegnate. 2- In sede di contrattazione integrativa nazionale sono state effettivamente acquisite "ulteriori risorse" per cui il numero di funzioni obiettivo assegnate alle varie province è stato superiore a quello inizialmente ipotizzato. 3- Il Contratto Integrativo è stato definitivamente siglato a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico e conteneva numerosissimi adempimenti che hanno inevitabilmente comportato qualche slittamento dei tempi. C’erano due possibili scelte: a) rimandare al prossimo anno scolastico l’attribuzione alle scuole delle risorse del contratto integrativo; b) dotare le scuole di dette risorse già da quest’anno correndo il rischio di qualche ritardo (e problemi conseguenti). È stata scelta la prima ipotesi, con i relativi pro e contro. 4- A livello provinciale sono state inviate alle scuole diverse comunicazioni: a) già dal 1° settembre le scuole potevano attivare il numero minimo di funzioni obiettivo garantite dal contratto; b) il 9 dicembre abbiamo siglato il contratto provinciale per la distribuzione delle ulteriori disponibilità che erano state contrattate a livello nazionale; c) successivamente è stato comunicato alle scuole che vi erano ulteriori disponibilità, invitando le scuole stesse a produrre ulteriori richieste. La comunicazione è stata reiterata perché le richieste che arrivavano in Provveditorato non esaurivano le disponibilità. L’intento di distribuire il maggior numero di funzione obiettivo evitando di ridarle al Ministero ha ulteriormente allungato i tempi. 5- So per certo che alcuni Capi di Istituto non hanno informato i propri Collegi Docenti delle disponibilità aggiuntive. 6- Sarebbe stato meglio non c’è dubbio sapere tutto questo il 1° di settembre. È però vero che ulteriori disponibilità potevano essere acquisite ed utilizzate dalle scuole il prossimo anno scolastico "se i tempi non consentivano un proficuo espletamento delle ulteriori funzioni assegnate" (art. 28 CCNL, comma 7). Questi i fatti. Aggiungo qualche breve considerazione. 1. Le novità introdotte dal Contratto Nazionale e dal Contratto Integrativo sono numerosissime ed è certamente difficile chiedere ai docenti di conoscerle in modo preciso ed approfondito. I tempi erano molto ristretti e gli insegnanti, giustamente, hanno prioritari compiti di programmazione didattica ed educativa all’inizio dell’anno scolastico. Debbo aggiungere che non sempre i Capi di Istituto hanno debitamente informato i Collegi delle particolari opportunità offerte dal Contratto e dal Contratto Integrativo (alcuni l’hanno fatto, altri non avevano nemmeno visto e letto il contratto). 2. Prevedendo questa situazione la CGIL Scuola di Verona, alla fine di agosto, ha inviato a tutti i propri iscritti una sintesi del contratto integrativo ed ha tenuto assemblee provinciali nei primissimi giorni di settembre (6 assemblee il 2 e 3 settembre a Verona, Villafranca, S.Bonifacio, Isola della Scala, Bussolengo). 3. Successivamente (ottobre ‘99) con CISL e UIL abbiamo indetto assemblee in orario di lavoro ed infine, per i nostri delegati/referenti di Istituto, abbiamo tenuto 25 incontri -conclusisi prima delle vacanze di Natale - per analizzare, approfondire e discutere il contratto e il contratto integrativo, in cinque punti della provincia: Verona, Legnago, S.Bonifacio, Isola della Scala, Bussolengo. 4. Non so se o in quale misura le scuole hanno "rifiutato le Funzioni Obiettivo per protestare contro il Contratto Nazionale Integrativo" Ma vi posso assicurare che l’intento che avevamo nel discutere con il Provveditore l’intesa sulle Funzioni Obiettivo non era di "dimostrare la marginalità della protesta". Il nostro obiettivo era di dare alle scuole tutte le risorse disponibili per retribuire un lavoro, importante, che da anni nelle scuole viene fatto in modo quasi gratuito. Per questo, con schiettezza e franchezza, non posso condividere con voi l’idea che questa vicenda abbia rappresentato un "tranello" in cui farvi cadere. Credo sia davvero difficile - impossibile - definire proposte in assoluto perfette, da tutti condivise, apprezzate ed immodificabili, soprattutto in una fase di così veloce e difficile trasformazione del sistema scolastico e formativo. È possibile che questo non sia lo strumento più idoneo. È anche per questo che il Contratto Integrativo prevede momenti di verifica - ed eventualmente di modifica delle numerose innovazioni. È avvenuto in passato (ad esempio con il Fondo di Istituto), credo possa e debba avvenire sui nuovi istituti contrattuali. Ultima considerazione. Non mi sfugge il "particolare" che questa specifica vicenda si inserisce nel contesto più ampio legato all’art. 29 e al più generale, motivato disagio che ha prodotto la protesta dello scorso 17 febbraio. Non sfugge a me, alla CGIL Scuola di Verona, alla Segreteria Nazionale. Su tutto questo abbiamo discusso, ci siano confrontati, anche in modo aspro e con franchezza. Lo abbiamo fatto e continueremo a farlo, per trovare soluzioni condivise che producano una fase di avanzamento della scuola e della categoria. Spero, tuttavia, che anche nel momento della discussione e del dissenso vogliate riconoscere alla CGIL un obiettivo trasparente: produrre proposte e contrattare risorse per migliorare la qualità della scuola pubblica (e questo, oggi più di ieri, non è né scontato né facile). Sono convinto anche che questo sia un obiettivo condiviso: nostro e vostro. Le strade per arrivarci le possiamo trovare soltanto con un lavoro comune, magari - perché no - anche attraverso un confronto franco ma sempre nel merito dei problemi. Cordiali saluti. Efrem Bigon |