Comitato direttivo nazionale

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Documento conclusivo del 1-2 ottobre 2002

La grave crisi economica del Paese, l’andamento recessivo congiunto al riaccendersi dell’inflazione, rivelano il fallimento delle politiche economiche e sociali del Governo, per le quali il Patto per l’Italia ha costituito il principale supporto.
Le scelte del Governo determinano l’attacco ai diritti, la precarizzazione dei rapporti di lavoro, la manomissione dell’art.18, i provvedimenti in materia fiscale, e l’avvio del processo controriformatore sul sistema di istruzione e formazione.
Per questi motivi la Cgil ha chiamato tutti i lavoratori, pubblici e privati, allo sciopero generale del 18 ottobre: contro le politiche liberiste e populiste di questo governo, a favore di un modello di società più equa e solidale, dove i diritti non sono discutibili quindi non contrattabili, dove si affermano e si estendono le tutele, e si garantiscono stabilità e sicurezza a giovani e adulti.

Con la Finanziaria 2003 il Governo conferma quelle scelte: la scure sui trasferimenti agli enti locali produce un consistente ridimensionamento dei servizi, nonché una loro pesante dequalificazione; per la scuola prosegue la drastica riduzione del personale e dei fondi per l'istruzione pubblica.

Se verrà approvato il disegno di legge di (contro)riforma della scuola si produrrà l'abbassamento del livello di istruzione nel Paese, un forte sviluppo del sistema privato, la riduzione - unico caso al mondo - della durata dell'obbligo scolastico.
Noi vogliamo, invece, una buona scuola pubblica, di qualità, che renda esigibile per tutti il diritto alla formazione per tutta la vita, che si faccia carico di rimuovere gli ostacoli che si frappongono all’esercizio della cittadinanza piena e consapevole, perché il sapere è l’antitodo all’esclusione e all’emarginazione sociale.
Per questo abbiamo aderito allo sciopero generale del 18 ottobre, perché le nostre ragioni sono le ragioni di tutto il mondo del lavoro, perché la battaglia per i diritti è la nostra battaglia: una società migliore ha bisogno di una scuola pubblica migliore.
Per questo invitiamo le lavoratrici e i lavoratori della scuola a partecipare allo sciopero generale del 18 ottobre.

Noi non condividiamo l’interpretazione che la Commissione di garanzia ha dato della legge sui servizi minimi, che contraddice le decisioni assunte finora in materia.
La Cgil ha impugnato quella decisione, certa delle proprie ragioni, rispettosa delle norme vigenti. Se necessario, le sosterremo fino alla Corte Costituzionale, perché la società che vogliamo fonda le sue radici sulla certezza e sul rispetto delle regole, assicurando in tutti i casi la tutela ai lavoratori.

Il Comitato direttivo della Cgil scuola, in tale quadro, esprime forte preoccupazione per le difficoltà che si stanno frapponendo sulla strada del rinnovo del contratto di lavoro del comparto scuola.
Mancano, in Finanziaria, le risorse necessarie per un buon contratto.
Gli stanziamenti previsti, se non adeguatamente incrementati, oltre a non garantire la copertura dell’accordo sottoscritto dal governo il 4 febbraio scorso, rendono impraticabili l’equiparazione alle retribuzioni europee dei docenti e una significativa rivalutazione delle retribuzioni del personale ATA, che noi chiediamo vadano oltre il recupero dello scarto fra inflazione reale e inflazione programmata.
Si aumenta, inoltre, l’instabilità e l’incertezza dei rapporti di lavoro, attraverso un aumento del precariato e dei processi di esternalizzazione, si taglia pesantemente sui servizi, considerandoli residuali per la scuola dell’autonomia.
Gravissimi, in particolare, la diminuzione dei posti di sostegno per l’integrazione degli alunni con handicap, e il provvedimento che, intervenendo unilateralmente su materie contrattuali, prefigura il licenziamento del personale dichiarato inidoneo per gravi motivi di salute.
Meno servizi, minori disponibilità di risorse e personale, significano meno scuola pubblica e maggiore ricorso al mercato: la scuola pubblica di questo Ministro è una scuola minima, la scuola che noi vogliamo è più scuola per tutti e per ciascuno.

Noi confermiamo la scelta fatta con l’approvazione, a Bellaria, della Piattaforma unitaria, di forte rilancio e sostegno dell’autonomia scolastica. Ribadiamo la richiesta ai sindacati della scuola di organizzare, unitariamente, uno sciopero generale della categoria, con una grande manifestazione nazionale per il contratto e contro le politiche scolastiche di questo Governo, per garantire più scuola pubblica a tutti.
La costruzione di questa scadenza di lotta è un’opportunità per recuperare e rilanciare il rapporto unitario attraverso il confronto con i lavoratori, anche per dare attuazione agli impegni assunti a conclusione dei direttivi unitari sui punti di piattaforma ancora aperti.
Con l’emanazione dell’atto di indirizzo ci sono, ormai, tutte le condizioni per l’avvio delle trattative.
Il CDN CGIL Scuola impegna la segreteria a definire sin d’ora con CISL e UIL Scuola le regole per la consultazione referendaria di tutti i lavoratori sull’ipotesi di accordo.

Per respingere il pesante attacco alla scuola pubblica, per difendere i diritti dei lavoratori, per affermare le nostre ragioni scioperiamo il 18 ottobre insieme a tutti gli altri lavoratori.


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