Comitato direttivo nazionale

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Documento conclusivo
Ordine del giorno sul comma 4 dell’articolo 25 della legge finanziaria
Ordine del giorno: obbligo di istruzione

 

Documento conclusivo del 14 novembre 2002

Il Comitato Direttivo Nazionale della CGIL scuola riunito a Roma il 13 e 14 Novembre 2002 ha affrontato i problemi relativi alla fase del rinnovo contrattuale per il quadriennio 2002 - 2005.

Il contratto dei lavoratori della scuola e quello dei Dirigenti scolastici sono ormai scaduti da quasi un anno.

Il Comitato Direttivo Nazionale impegna la Segreteria nazionale a sviluppare il massimo impegno unitario per pervenire al loro rapido e positivo rinnovo.

Infatti l’iniziativa unitaria e della CGIL per i contratti del Pubblico Impiego ha prodotto risultati complessivamente positivi relativamente alla tutela del potere d’acquisto delle retribuzioni di tutti i lavoratori del comparto pubblico per il biennio 2002 2003. L’accordo del 4 febbraio, l’apertura del confronto sul rinnovo dei contratti del Pubblico Impiego, l’impegno del Governo ad acquisire altre risorse per recuperare il gap tra inflazione reale e programmata, se confermato, hanno creato le condizioni per la chiusura del contratto della scuola.

Nondimeno deve essere intensificata la nostra iniziativa nei confronti della legge finanziaria:

  • per contrastare la politica dei tagli che, oltre a ridurre i livelli occupazionali, penalizza la qualità dell’offerta formativa pubblica;
  • per respingere le incursioni in materia contrattuale che preludono alla decontrattualizzazione del rapporto di lavoro degli insegnanti, modificano unilateralmente quello del personale ATA ( ad esempio mediante la privatizzazione dei servizi o il conglobamento delle funzioni miste) e prefigurano la rottura dell’unità del comparto;
  • per ottenere in tempi utili ulteriori risorse necessarie per conseguire l’insieme delle richieste contrattuali, nel rispetto delle priorità e della centralità degli obiettivi retributivi previsti nella piattaforma unitaria.

Il rinnovo del contratto costituisce lo strumento concreto anche per:

  • contrastare le scelte di politica scolastica della finanziaria;
  • valorizzare le professionalità e riconoscere i maggiori carichi di lavoro che la scuola dell’Autonomia comporta per gli insegnanti e gli ATA.

E’ quindi importante riprendere il rapporto con i lavoratori e in particolare con le RSU anche per affrontare e risolvere rapidamente i problemi inerenti l’organizzazione del lavoro del personale ATA, l’orario dei docenti, l’educazione degli adulti.

Sono queste le precondizioni affinché i lavoratori siano protagonisti nella battaglia generale per il rilancio della scuola pubblica, contro il Disegno di Legge delega sulla controriforma del sistema scolastico approvato dal Senato.

Il Disegno di Legge delega, infatti, delinea un sistema scolastico selettivo che riproduce le differenze sociali e rinuncia ad assolvere il mandato, affidato dalla Carta Costituzionale alla scuola pubblica, di rimuovere gli ostacoli per garantire pari opportunità.

Questa prospettiva negativa è ulteriormente aggravata dal Disegno di Legge Bossi sulla devolution già in discussione al Senato che, in stretto collegamento con la riforma Moratti, demolisce l’unitarietà del sistema scolastico nazionale.

Per tutte queste ragioni il Comitato Direttivo Nazionale della CGIL scuola invita la Segreteria a intensificare le iniziative di mobilitazione della categoria, in stretto rapporto con la Confederazione, a sostegno della rapida conclusione dei contratti di lavoro e contro la politica scolastica del Governo.

APPROVATO ALL’UNANIMITA’

Ordine del giorno: sul comma 4 dell’articolo 25 della legge finanziaria

Il disegno di legge finanziaria per il 2003 – al fine di realizzare risparmi – prevede, al comma 4 dell’articolo 25, che il personale della scuola dichiarato inidoneo, per ragioni di salute, ai compiti previsti dal proprio profilo professionale e che oggi è collocato "fuori ruolo" e utilizzato in altre mansioni (utili alla scuola e che valorizzano la persona) sia trattato come segue:

a) se docente potrà chiedere il passaggio in altra amministrazione (oppure transitare nei ruoli del personale ATA); qualora non utilizzi questa possibilità è mantenuto in servizio per un massimo di 5 anni e poi licenziato;
b) se ATA, invece, cessa dal collocamento fuori ruolo a partire dal 1 settembre 2003, (dalla stessa data non si procede più al collocamento di altri) e svolge tutti i compiti del profilo compatibili con la certificazione medica, oppure é collocato in quiescenza se ha maturato i requisiti; nei casi estremi si può rescindere il rapporto di lavoro

Succede, e può accadere a qualsiasi lavoratore, che nel corso della vita intervengano malattie che, a giudizio di una commissione medica, rendano il dipendente non più idoneo, per ragioni fisiche, a svolgere le mansioni previste dal proprio profilo professionale.

In questi casi, nel comparto scuola, è previsto che questi lavoratori siano collocati "fuori ruolo", cioè sostituiti e impiegati in mansioni compatibili con la certificazione medica.

La legge finanziaria per il 2003 non prevede più il collocamento "fuori ruolo"; le conseguenze possono essere solo queste: a) il lavoratore malato si sforza di svolgere tutte le mansioni previste dal profilo ed occulta lo stato di malattia; b) il lavoratore "fa valere" la certificazione medica e non svolge le mansioni incompatibili con il proprio stato di salute con la conseguenza (indipendente dalla sua volontà) di scaricare sui colleghi il peso delle attività che non può svolgere; c) il lavoratore ricorre – stante il fatto che andare alla commissione medica delle ASL non produce risultati - alla commissione medica militare per tentare di ottenere la pensione di inabilità d) il lavoratore sceglie la risoluzione del rapporto di lavoro siano maturati o no i requisiti minimi per la pensione.

Quali che sia il comportamento che il lavoratore è "costretto a scegliere" si tratta, comunque, di favorire un imbarbarimento delle relazioni tra le persone.

Le norme contrattuali esistenti vanno mantenute e va mantenuta la distinzione dei ruoli senza incursioni nelle materie contrattuali da parte della legge come già rivendicato in una nota di protesta inviata unitariamente da CGIL, CISL, UIL scuola e SNALS ai ministri Moratti, Frattini e ai gruppi parlamentari. Pertanto Il Comitato Direttivo della CGIL scuola impegna la Segreteria a proseguire con azioni di contrasto verso le norme contenute nel comma 4 dell’articolo 25 del disegno di legge finanziaria per il 2003 perchè rappresentano un imbarbarimento giuridico e civile e contrastano con la cultura della solidarietà, e impegna altresì la Segreteria ad individuare soluzioni a queste problematiche in sede di rinnovo contrattuale per tentare di mantenere e rafforzare le tutele, valorizzando le persone.

Ordine del giorno: obbligo di istruzione

Il Senato della Repubblica ha approvato il giorno 13.11.021 la Delega in materia di norme generali sull’istruzione.

Questa Delega include l’abrogazione della Legge n.9 del 1999 che portava da 8 a 9 anni la durata dell’obbligo di istruzione.

L’Italia è il primo paese d’Europa e del mondo che riduce la durata dell’obbligo di istruzione.

La Cgil Scuola è totalmente contraria a questa scelta ingiusta e miope e rivendica una riforma che consolidi e prolunghi l’obbligo scolastico.

Il Direttivo impegna la Segreteria ad assumere tutte le iniziative utili ad informare di questa scelta e a contrastarla.

L’OBBLIGO SCOLASTICO E’ LA BASE DEL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE


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