La Cgil Scuola sulla politica scolastica del governo

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Ordine del giorno approvato
dal comitato direttivo nazionale del 19 settembre

Il Comitato Direttivo Nazionale della Cgil Scuola, riunito a Roma il 19 settembre, esprime un giudizio negativo sulle posizioni politiche espresse dal Ministro e dal Governo sia in ordine agli interventi di riforma annunciati nelle audizioni con le Commissioni parlamentari di Camera e Senato, sia per quanto riguarda le politiche del personale fino ad ora attuate, con particolare riferimento al personale Ata e ai lavoratori precari.

In particolare, il Comitato Direttivo considera inaccettabili proposte tese a trasferire risorse e competenze alle scuole private paritarie, ad arrestare i processi di generalizzazione quantitativa e qualitativa della scuola dell’infanzia pubblica, a separare rigidamente la scuola pubblica fra il canale dell’istruzione, da un lato, e quello dell’avviamento al lavoro dall’altro e a reintrodurre fratture e discontinuità negative nel percorso formativo.

Le politiche annunciate vanno contro gli interessi del Paese, del personale della scuola, delle famiglie.

Il Comitato direttivo ritiene prioritari i seguenti temi di iniziativa politica.

  1. sostegno del valore pubblico dell’istruzione e della formazione come diritto degli alunni ad avere una scuola riformata e di qualità e per il personale ad avere condizioni di lavoro e retribuzioni adeguate;
  2. la conferma dell’obiettivo contenuto nell’Intesa del 15 dicembre, strappata dopo due scioperi generali, circa il finanziamento del rinnovo contrattuale 2002 – 2005, tale da consentire l’equiparazione quantitativa e qualitativa ai parametri europei delle retribuzione degli insegnanti e la valorizzazione professionale e retributiva di tutti i lavori della scuola;
  3. la ripresa delle trattative del primo contratto dei Dirigenti scolastici, in assenza della quale sono ormai mature le condizioni per la proclamazione di una mobilitazione unitaria;
  4. il superamento degli inaccettabili tagli di organico sul personale ATA, che stanno incidendo pesantemente sulla qualità dell’offerta formativa, la soluzione dei problemi aperti con il trasferimento di personale e funzioni dagli Enti Locali allo Stato (mancato riconoscimento del servizio ai fini dell’inquadramento e finanziamento degli appalti), l’applicazione del contratto integrativo in merito a formazione, mobilità professionale e nuovi criteri per la determinazione degli organici.

Il Comitato Direttivo impegna le strutture ad adoperarsi affinché, assieme a Cisl e Uil, nelle prossime settimane sia concluso il maggior numero possibile di contratti di scuola, allo scopo di dare al personale certezza dei diritti e trasparenza nei compensi, e perché siano individuate modalità specifiche di informazione e coinvolgimento capillare delle scuole sull’iniziativa politica e sindacale della Cgil Scuola.

Su questi temi, se l’orientamento del governo verrà confermato, lo scontro sarà inevitabile.

Pertanto, la CGIL Scuola è impegnata a tutti i livelli ad avviare percorsi di mobilitazione capaci di ampliare alleanze e consensi.

In questo quadro la vertenza del personale ATA, per la gravità della situazione e per la mobilitazione unitaria già realizzata nei territori, costituisce l'impegno più urgente di iniziativa nei confronti del governo.

A tal fine, il Comitato Direttivo Nazionale dà mandato alla Segreteria Nazionale di accelerare i tempi dei tavoli di confronto aperti con il Ministero e per arrivare ad una mobilitazione nazionale unitaria, che dia seguito alle iniziativa territoriali in corso, verificandone le condizioni con le altre organizzazioni sindacali confederali.

Approvato all’unanimità


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