Ordine del giorno del direttivo nazionale del 31/05/01 sul blocco delle assunzioni dei precari

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Il Comitato Direttivo Nazionale della CGIL Scuola esprime fermo dissenso per la decisione del Ministero della Pubblica Istruzione di bloccare le assunzioni in ruolo degli insegnanti precari.

Questa decisione, se mantenuta, lede gravemente i diritti di lavoratori che dal settembre scorso, dopo un lungo periodo di precariato, hanno maturato il diritto ad essere assunti a tempo indeterminato.

Il blocco delle nomine è l’ultimo atto di una gestione confusa e caotica delle procedure concorsuali, che ha registrato continui ritardi da parte di una amministrazione scolastica che si era impegnata a definire le graduatorie permanenti entro il 31 agosto 2000 e che ancora oggi non è in grado di né di garantire una data di conclusione delle operazioni, né di un quadro effettivo della situazione.

La CGIL Scuola, insieme alle altre organizzazioni sindacali, è più volte intervenuta per denunciare e per porre rimedio ai ritardi e alle inadempienze dell’amministrazione, sia a livello provinciale che nazionale, scontrandosi con l’inerzia e le resistenze di strati di burocrazia ostili al cambiamento.

Atteggiamento di chiusura che si è confermato anche in questa occasione attraverso una decisione unilaterale dell’Amministrazione, senza nessuna informazione preventiva e confronto con il sindacato.

Nello specifico il provvedimento di bloccare le nomine e di attendere la decisione del Consiglio di Stato prevista per il 13 luglio prossimo, oltre a ledere le legittime aspettative dei precari e a creare una inaccettabile disparità di trattamento tra chi è già stato assunto e chi ancora aspetta, compromette il regolare inizio del prossimo anno scolastico.

Infatti al 13 luglio, quale che sia la decisione del Consiglio di Stato, i tempi sono troppo ristretti per concludere in tempo utile le necessarie operazione di assunzione.

Se poi, malauguratamente, il Consiglio di Stato dovesse confermare le sentenze dei TAR, si creerebbe una vera e propria situazione di caos e ingovernabilità con l’azzeramento delle nomine già realizzate e con l’intreccio tra le operazioni di ridefinizione, nuovo inserimento e aggiornamento delle graduatorie.

In altre parole la scuola sarebbe per un altro anno scolastico priva di docenti stabili e sottoposta a caroselli degli insegnanti e a interventi emergenziali, aprendo la strada alle proposte di destrutturazione del sistema pubblico di reclutamento proposto dalla Confindustria e da Forza Italia.

Inoltre gli effetti dello sconvolgimento delle fasce determinerebbero intollerabili arretramenti per gli insegnanti che da tempo hanno prestato servizio nella scuola statale, assunti sulla base di graduatorie pubbliche e trasparenti.

Per tutte queste ragioni la proposta avanzata dalla CGIL Scuola di chiedere al prossimo governo l’approvazione urgente di un decreto legge che dia un’interpretazione autentica della legge 124, volta a confermare le attuali fasce e graduatorie, rappresenta l’unica soluzione in grado di garantire i legittimi diritti dei precari e il regolare avvio dell’anno scolastico.

Il direttivo nazionale della CGIL Scuola condivide le decisioni assunte dalla segreteria nazionale di organizzare un ricorso collettivo contro la sentenza del TAR Lazio e di indire, insieme agli altri sindacati confederali, iniziative di mobilitazione a sostegno delle proposte avanzate: il ritiro del blocco delle assunzioni e l’approvazione di uno specifico decreto legge.

Invita tutte le strutture della CGIL Scuola al massimo impegno per la riuscita delle iniziative programmate.

Infine il comitato direttivo nazionale dà mandato alla segreteria di cercare le intese necessarie al fine di proseguire e intensificare la mobilitazione a sostegno degli obiettivi indicati.


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