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Una folta delegazione di lavoratori ha denunciato al Vice Capo di Gabinetto lo stato di abbandono in cui versano i servizi ATA. Nessuna risposta ai gravissimi problemi della categoria. I sindacati chiedono alla politica d’intervenire o bloccheranno le scuole. Più forti le ragioni della mobilitazione.

Il 22 ottobre 2015 alle ore 11.00, nel corso del presidio unitario davanti al MIUR, si è svolto il flash mob dei lavoratori ATA della scuola, i quali con lo slogan “scuola senz’ATA, scuola incartata” hanno voluto rappresentare pubblicamente le pesanti difficoltà lavorative e di funzionalità delle scuole, derivanti dalle misure normative imposte dal Governo Renzi.

Una delegazione di lavoratori, accompagnati dai Segretari Generali e Nazionali della FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, Snals e Gilda Unams, è stata ricevuta dal Vice Capo di Gabinetto del Ministero, al quale ha messo in evidenza l’importanza delle funzioni che vengono svolte da questo personale, indispensabile affinché le scuole funzionino, e denunciato la scarsa considerazione in cui è stato tenuto finora dal Governo.

I lavoratori hanno testimoniato in diretta il grave stato di abbandono in cui versano i servizi ATA a causa delle politiche sbagliate del governo, un disagio che si riverbera conseguentemente sulle loro famiglie. Il confronto è entrato subito nel merito delle problematiche specifiche che li riguardano, dal momento che la legge 107/2015 non ha affrontato il problema della stabilizzazione a cui hanno diritto; la legge di Stabilità 2015 li ha danneggiati fortemente con nuovi tagli, limitazione alle supplenze, blocco delle immissioni in ruolo e, inoltre, mancata formazione; disfunzionalità di un sistema informativo implementato senza il rispetto del CCNL, delle legge e della dignità del personale che lavora.

Infatti questo personale è costretto a svolgere con forte difficoltà il proprio lavoro a causa dellecontinue disfunzioni sul sistema centrale SIDI, più volte segnalate dai sindacati al MIUR, poiché non consentono la corretta gestione giuridica e retributiva dei contratti, con conseguente impedimento all’esercizio dei diritti dell’utenza e dei lavoratori. 

Questi gli argomenti oggetto del confronto tra MIUR, sindacati e lavoratori :

  • varo di un piano di assunzioni e istituzione dell’organico funzionale di istituto;
  • abrogazione delle norme che tagliano gli organici, limitano le supplenze brevi, congelano il turn over per il passaggio del personale soprannumerario delle province; 
  • generalizzazione della figura dell’Assistente Tecnico nelle scuole del primo ciclo;
  • superamento della esternalizzazione dei servizi ausiliari, tecnici e amministrativi nella scuola;
  • pagamento e ripristino delle posizioni economiche ancora non liquidate;
  • ripresa dei processi di mobilità professionale interna;
  • emanazione dell’Atto di indirizzo per i Dsga che “reggono” due scuole;
  • superamento delle disfunzionalità del Sistema informativo e corretta interpretazione delle leggi e delle norme contrattuali.

Su ognuna di queste problematicità sono stati fatti dai lavoratori esempi concreti, dimostrando come il loro mancato superamento è fonte di frustrazione, di sovraccarico di lavoro e di disperazione, dal momento che non vengono messi nelle condizioni di lavorare con serenità per il bene degli studenti e delle famiglie.

Il Vice Capo di Gabinetto ha detto di condividere le richieste portate avanti dai sindacati e dai lavoratori, riconoscendo che queste vanno nella direzione di aumentare la qualità della scuola ma, al tempo stesso, ha dovuto ammettere di non essere in grado di dare risposte sulle tematiche più scottanti: stabilizzazione dei precari (bisognerà aspettare il passaggio dei sopranumerari della provincia), rientro dei tagli, bando dei concorsi ordinari e riservai per DSGA.

Su altri temi, come il funzionamento del SIDI, la riunificazione dei tavoli per il superamento delle esternalizzazioni e la chiamata dei supplenti Collaboratori Scolastici sin dal primo giorno, si è detto disponibile a trovare soluzioni, in sede di confronto sindacale.

Nel suo intervento il Segretario Generale della FLC CGIL, Domenico Pantaleo, ha espresso la sua totale insoddisfazione dal momento che le risposte ricevute finora lasciano invariata la sostanza delle cose: niente stabilizzazione per i precari, nessun rientro dei 2.020 tagli, nessuno sblocco sulle supplenze. 

Il personale ATA è stato volutamente ignorato dalla politica nello stesso momento in cui si è deciso di approvare la legge 107/2015. Cosi facendo la stessa Giannini era consapevole del danno che sarebbe stato prodotto, sul personale e sulle scuole, dall’iniquità di certe misure, preferendo chiudere gli occhi su quel che sarebbe accaduto subito dopo.

Adesso è quella stessa politica che deve farsi carico del problema e riparare i guasti profondi prodotti dalla legge di Stabilità 2015 e dalla stessa legge 107/2015, che impone ulteriori carichi di lavoro agli ATA.

Il Segretario Generale della FLC CGIL ha chiesto parole di verità e di rispetto per il lavoro ATA, ricordando la mancata ottemperanza agli impegni presi a luglio dal Sottosegretario Faraone, prospettando il superamento dei tagli introdotti.

Tutti i Segretari Generali presenti all’incontro hanno, dunque, chiesto subito un incontro politico urgente con la Ministra Giannini. Senza risposte politiche non esiteremo a bloccare le scuole per denunciare lo stato di abbandono in cui versa una delle istituzioni pubbliche più importanti del nostro Paese.

Siamo, invece, pienamente soddisfatti per la buona riuscita dell’iniziativa che ha visto coinvolte le rappresentanze dei lavoratori ATA provenienti da tutte le regioni italiane.

Per questo la mobilitazione continuerà sempre più forte e il prossimo appuntamento sarà il 24 ottobre prossimo, quando i lavoratori della scuola scenderanno nelle piazze delle principali città italiane.ga

Pubblichiamo in allegato la piattaforma unitaria sugli ATA, presentata al Ministero durante l’incontro di oggi.


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News inserita il: 24/10/2015